<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221</atom:id><lastBuildDate>Tue, 27 Oct 2009 01:33:01 +0000</lastBuildDate><title>Avventure allo stadio</title><description>Piccole storie, fatte di niente,
un po' di passione e piccola gente...
di quella che incontri e saluti di fretta
al bar, cappuccino, brioche e Gazzetta.
Che di Totti e Lotito tutto sa e disquisisce
e di chi ogni giorno un po' la subisce
ognuno a suo modo protagonista reale
e che rende più umano il nostro sport nazionale.</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (FLF)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>41</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-6448109605816058215</guid><pubDate>Thu, 10 Sep 2009 07:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-10T09:21:35.081+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>virus dei nostri tempi</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>animazione</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>vacanze</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>ritorno in ufficio</category><title>Avventura numero 41 -- Virus dei nostri tempi #3 --</title><description>Il virus di cui ci occupiamo stavolta e' uno dei grandi misteri della scienza. Seppure sia una pandemia che colpisce trasversalmente tutte le popolazioni mondiali, a prescindere da sesso, religione, razza, eta' e se abbiano o meno votato Berlusconi, nonostante i suoi sintomi siano chiari e noti a livello scientifico da millenni, ebbene, nonostante tutto cio' ancora non esiste un nome scientifico con cui identificare il batterio responsabile di questa gravissima patologia, che chiameremo &lt;strong&gt;Postvacanzismo&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come anticipato, i sintomi del &lt;strong&gt;postvacanzismo&lt;/strong&gt; colpiscono il reduce dalle vacanze a partire dal giorno stesso in cui arriva in vacanza; infatti il pensiero che dopo una settimana o due tutto quel tripudio de culi e tette al vento, de canzoncine dell'animazione, de cocktail a tutte le ore, de piscine e de ombrelloni, sia soltanto temporaneo, colpisce in maniera subdola il vacanziere, instillando il seme del batterio del &lt;strong&gt;postvacanzismo&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Durante tutta la vacanza, il batterio si impossessa di tutti i gangli sensoriali del malcapitato ospite, che sente inspiegabilmente il bisogno di&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- fare un piercing sul capezzolo come il capovillaggio, tanto poi in giacca e cravatta non si vede;&lt;br /&gt;- comperare un braccialetto brasiliano portafortuna realizzato nel magazzino retrostante la spiaggia con della dozzinale lana a tinta chimica, nonostante sia evidente che pagarlo 5 euri sia gia' premonitore di tracolli economici a venire;&lt;br /&gt;- indossare rigorosamente canotte traforate a dispetto del ventre adiposo e della coperta di lana merinos il cui vello ricopre braccia, gambe, petto e orrore orrore anche la schiena dell'ammalato;&lt;br /&gt;- esibirsi nei classici balli latiniamericani e in particolare dimostrare a tutti il movimento pelvico con cui si accompagnano le musiche di sensual, un movimiento sensual, sensual un movimiento muy sexy ... ;&lt;br /&gt;- abbandonare i morigerati cappellini con visiera a favore di rutilanti bandane stampate a foglie di marijuana;&lt;br /&gt;- partecipare ad eventi teatrali tragicomici in cui gli viene chiesto si squartare le melodie di Baglioni, mentre lo innaffiano con secchiate di acqua gelata, gli chiedono di togliersi la canotta, gli tirano i peli delle ascelle e per i piu' temerari, gli tastano anche le parti intime a cura di animatori maschi travestiti da donna;&lt;br /&gt;- Rispettare pedissequamente il seguente calendario giornaliero: risveglio muscolare, gare di canoa, torneo di bocce, rubabandiera, sigla del villaggio, pranzo, giochino del caffe', pennichella, tutti in piscina, acquagym, torneo di carte, torneo di biliardino, torneo di calciotennis, giochino aperitivo, cena, babydance, spettacolo serale, balli fino alle tre di notte, senza soluzione di continuita' per tutta la durata della vacanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per gli ospiti femminili del virus, alcune varianti ai suelencati sintomi sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- piercing alla lingua, soprattutto se in vacanza lontano dal marito. Sai quanto sara' contento al tuo rientro immaginando come lo hai collaudato in sua assenza;&lt;br /&gt;- non indossare manco la canotta traforata in ogni occasione possibile, in particolare in spiaggia e nell'appartamento privato del capoanimatore (sempre se in vacanza da single) durante il provvidenziale babyclub che tiene a bada i figli;&lt;br /&gt;- rispettare pedissequamente lo stesso calendario quotidiano dei maschi, con appendice in camera del capoanimatore come variante essenziale della sintomatologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo una settimana o due di decorso, la malattia restituisce alla societa' un individuo completamente trasformato rispetto a quello arrivato pochi giorni prima nella localita' vacanziera.&lt;br /&gt;Come infatti si sale in macchina per il viaggio di ritorno, il CD dei grandi successi degli Earth Wind &amp;amp; Fire o dei Pink Floyd viene immediatamente messo da parte per inserire nel lettore il preziosissimo CD con le musichine del villaggio, pagato quanto un cofanetto con gli inediti dei Queen edizione DeLuxe e che tutti gli anni contiene la stessa compilation di canzoncine per bambini e musiche per i balli di gruppo fatta salva la sigla del villaggio, unico inedito.&lt;br /&gt;Tra una maccarena e un ciapa la gallina, il primo ingorgo stagionale in autostrada ha lo stesso effetto di una torta al cioccolato per uno malato de diabbete.&lt;br /&gt;A questo punto inizia in maniera automatica il lento inevitabile processo di cura che portera' a debellare il virus in un periodo di tempo variabile da una settimana a due mesi, periodo che varia da individuo ad individuo per ragioni tutte da individuare.&lt;br /&gt;La cura prevede una prima fase d'urto particolarmente traumatica, che consiste nel tornare a casa e dover immediatamente affrontare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- rottura della caldaia, non funzionamento dell'ADSL e del Digitale terreste, frigorifero vuoto e possibilmente rotto,&lt;br /&gt;torre di Pisa in miniatura costituita dalle bollette insolute, dodici avvisi di raccomandate non ritirate foriere di altrettanti verbali della polizia stradale, graduatoria scolastica della ultimogenita che quando eri partito era rientrata negli aventi diritto all'asilo comunale e che l'agosto bulgaro ha fatto retrocedere di 25 posti in graduatoria e quindi fuori dalla lista de quelli che ce rientrano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passata questa primissima fase, dopo 24 ore domenicali passate tra ricordi, nuove richieste di amicizia su Facebook e altre amenita' che paiono rinverdire i fasti del viruss, inizia quella successiva legata alla ripresa delle attivita' lavorative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I primi giorni gli ammalati piu' cronici compaiono in bermuda a fiori, orecchino, camicia hawaiana e infradito nei corridoi aziendali e dispensano ignari saluti e sfotto' ai pallidi colleghi rimasti al chiodo; le collanine d'osso di mammuth e le cavigliere di finto argento risuonano nei corridoi inframmezzati da improponibili "uappala'" al posto dei piu' consoni buongiorno e buonasera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa fase e' la piu' socialmente pericolosa in quando l'ammalato mette a rischio la sua stessa sopravvivenza economica e puo' essere risolta solo a colpi di camicie col colletto a doppio bottone e cravatta regimental.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso di ammalato di sesso femminile, varianti alla precedente situazione sono l'abbigliamento da danzatrice del ventre e l'ancheggiare ostentato stile istruttrice d'aerobica del villaggio. Tali atteggiamenti possono riscuotere successo presso gli alti vertici aziendali, e quindi impiantare una evoluzione del virus che sfocia nella &lt;strong&gt;mignottaggine da carriera&lt;/strong&gt;; nel caso un cui la malata sia invece un cesso che cammina, il massimo che si ottiene e' un paio di tastate dal ragioniere maniaco del terzo piano e un paio di email aventi come oggetto "&lt;strong&gt;Bentornata bocca de rosa&lt;/strong&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lentamente, il virus del &lt;strong&gt;postvacanzismo&lt;/strong&gt; comincia a lasciare il corpo ospite sotto i colpi dell'inizio delle scuole, del pagamento delle bollette, dei carrelli stracolmi di provviste, dell'invasione di calcio giocato e parlato, dei conti della spesa e di quelli del fantacalcio... di quella sana, noiosa, ripetitiva cura che chiamano &lt;strong&gt;vita&lt;/strong&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://usera.imagecave.com/avventureallostadio/Villoso.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 268px; CURSOR: hand; HEIGHT: 530px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://usera.imagecave.com/avventureallostadio/Villoso.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-6448109605816058215?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2009/09/avventura-numero-41-virus-dei-nostri.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-6946798304236728964</guid><pubDate>Fri, 27 Mar 2009 08:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-27T09:28:45.988+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>virus dei nostri tempi</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>social networking</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Facebook</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>unisciti al gruppo</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>mandami un poke</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>guerra di bande</category><title>Avventura numero 40 -- Virus dei nostri tempi #2 --</title><description>&lt;a href="http://usera.imagecave.com/avventureallostadio/FB.gif.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 560px; CURSOR: hand; HEIGHT: 271px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://usera.imagecave.com/avventureallostadio/FB.gif.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Er flaggello di questo inizio millennio, er bacillo piu' virulento de Ebbola, piu' contaggioso der vaiolo, piu infingardo de una moje infedele, e' senza dubbio er Social Networking.&lt;br /&gt;Subdolo come Luciano Moggi, e' partito con sintomi minimali che interessavano inizialmente un numero molto limitato de soggetti, principalmente localizzati nelle sedi bancarie e finanziare nord americane.&lt;br /&gt;Questi geni della finanza drogata, dei mutui al cardiopalma, dei finanziamenti a babbo morto, visto che erano belli sicuri der loro posto de lavoro e dell'aura opulenta in cui scureggiavano, fancazzeggiavano alla ricerca de vecchi compagni de classe con cui vantasse della piscina a tre piste con ninfette incluse appena installata nel loro magnifico appezzamento vista Hollywood, per poi ovviamente spigne ar vecchio compagno de classe, dimenticato ma sempre dotato de busta paga, er subdolo investimento fraudolento.&lt;br /&gt;Da bravo trojan, er virus ha cominciato quindi a diffonnese dalle classi piu' agiate ma anche non tanto affollate a quelle ben piu' numerose dei poveri cristi. Sfruttando l'evoluzione tecnologica, er fredifrago batterio ha ben presto preso il controllo della situazione adattandosi perfettamente all'ambiente circostante, dal palmare al blackberry all'i-phone.&lt;br /&gt;La migrazione dalla patria degli Obama a quella dei Bergonzi, al grido di Yes We Can, e' stata un attimo. E cosi' il fenomeno Social Network e' sbarcato rapidamente in tutti gli angoli del mondo, e non poteva certo non installare un bel ceppo de quelli tosti all'interno del Belpaese, che con il suo clima mediterraneo ha favorito il dilagare dell'epidemia.&lt;br /&gt;Er piu' cazzuto dei virus SN e' senza dubbio er famosissimo, direi famiggerato FaceBook, che de seguito rinomineremo FB per semplicita' e pure perche' solo a scrivelo me vengono fori tutti l'effetti collaterali possibbili e immagginabbili, dall'eczema alla balbuzzie....&lt;br /&gt;FB e' arivato in Italia come clandestino. Ce stanno leggende che raccontano anche fantomatiche nottate passate ar centro profughi de Lampedusa, ma nun ce stanno prove documentali de un siffatto passaggio. Sta de fatto che a un certo punto sto FB s'e' ritrovato libbero de circola' e de attecchi' in maniera trasversale su tutte le fasce sociali e socialiste della Nazione.&lt;br /&gt;Li primi a esse colpiti so' stati ovviamente li smanettoni der picci', li maniaci dei giochi multiplayer e i fanatici de le faccine su Messenger. Sti soggetti, gia' debbilitati da lunghe nottate a conquista' territori nemici su Travian, a combatte li mostri su World Of Warcraft o a bombarda' strane citta' a quadrettini su Netropolis, so' stati inevittabbilmente coinvolti e infettati dai loro corrispondenti dai quattro angoli del globo e convinti a unisse al loro gruppo su FB.&lt;br /&gt;Quattro dati in croce, e er gioco era fatto: senza manco sape' come, er virus e' entrato come ospite dormiente ner corpo de sti giocherelloni. Portatori sani der virusse, i soggetti hanno incominciato a curiosa' e hanno subbito er fascino de Pokes, la maggia dei Gifts, l'esilarante crescita dei morsi de vampiri, dei drinks virtuali, dei parcheggi abbusivi; hanno trovato guerre de bande, l'immancabbile poker, li sondaggi, quanto sei bello, che amante sei, trombi a destra o a sinistra? che nummero sei, che canzone de Vasco me rappresenti...&lt;br /&gt;In breve er virusse ha preso possesso der lato debbole umano piu' diffuso: la vanagloria. A forza de vede che ciai 150 de intelligenza (ma quarche dubbio te dovrebbe veni'), che se fossi un calciatore saresti Pele', che trombi come Rocco Siffredi e che in due settimane te sei comprato un angoletto vicino ai cessi della stazione in guerra de bande, t'e' venuto voja de invita' pure li cuggini, li parenti, i vecchi amici, pe faje vede quanto sei figo 30 anni dopo.&lt;br /&gt;Er virus s'e' attivato all'improvviso e in maniera sincrona: tutti insieme a carica' le foto, a invita' li contatti, a manna' baci e abbracci diggitali... e a un certo punto, chi ancora non era stato infettato, s'e' ritrovato circondato da dementi che prima je mannaveno un messaggino, e adesso, tutto d'un botto, je dicono che je lasceno un messaggio su FB.&lt;br /&gt;Ma chi e' er tipico soggetto affetto dar virusse, come se riconosce?&lt;br /&gt;L'individuo affetto dar virus, e' indifferentemente de genere maschile o femminile, ma er comportamento che ne deriva dall'infezione e' sostanzialmente diverso.&lt;br /&gt;Er malato de sesso maschile se po' defini' &lt;strong&gt;SNA-turato&lt;/strong&gt;: SNA e' l'acronimo de Social Networking Addict (maniaco de FB, in sostanza), turato invece e' piu' prosaico vernacolo romano e sta per uno che se tappa in casa o in ufficio e se collega a FB come unica raggione de vita.&lt;br /&gt;Lo &lt;strong&gt;SNA-turato&lt;/strong&gt; infatti ha messo FB come home page del proprio computer, e ha la tendenza a nun distaccassene mai. La malattia lo porta a collegarsi ad FB praticamente 24ore su 24, durante le quali i soggetto declama sulla propria bacheca tutte le fasi della sua grama esistenza, senza tralasciare i particolari piu' scabrosi tipo "Ho la diarrea" "Mi lavo i piedi e mangio un boccone" e "Un bacino a tutti i miei amici di FB!!! Vi voglio bene, stamattina!"&lt;br /&gt;Il soggetto e' convinto di essere l'unico a saper cercare i video su YouTube, e si pecca di linkarne 120 al giorno per farti ascoltare e vedere pezzi rarissimi tipo "In the name of Love" degli U2 o "Ape Maia".&lt;br /&gt;Spesso declama frasi senza senso e se le autocommenta, e controlla in continuazione se ha ricevuto commenti alla sua ultima stronzata autocommentata.&lt;br /&gt;Quando il soggetto in questione arriva a declamare sulla sua bacheca che sta partendo per le Mauritius ma "Let's Keep In Touch, they've a Wi-fi Connection on the beach!", allora si capisce subito che la malattia ha degenerato; in questi casi, il suggerimento sarebbe quello di rimuoverlo dagli amici, perche' rischiate di farvi raccontare i dettagli degli attacchi di "Vendetta di Montezuma" che sicuramente lo affliggeranno per tutta la sua permanenza all'estero, costringendolo tra l'altro alla immobilita' assoluta e quindi alla continua presenza su FB.&lt;br /&gt;Er malato de sesso femminile invece ha un comportamento molto piu' determinato e concreto.&lt;br /&gt;Se da un lato espone con imprevista noncuranza il fatto di aver aderito ai gruppi "&lt;strong&gt;Io lo faccio con tutti, e tu?&lt;/strong&gt;" "&lt;strong&gt;Fellatio e pregiudizio&lt;/strong&gt;" "&lt;strong&gt;Stanotte ho fatto finta ma oggi pomeriggio che lui lavora faro' sul serio&lt;/strong&gt;", dall'altro i sintomi iniziali della malattia restituiscono un soggetto di sesso femminile che ricerca le vecchie amichette delle medie per vedere se la cellulite e' democratica o manichea.&lt;br /&gt;Alcune soggette particolarmente a secco di rapporti interpersonali extrafamiliari, vengono colpite dalla necessita' di avere tutti, ma proprio tutti tra i loro contatti, tranne il proprio consorte SNA-turato. La scusa di volersi sentire "non controllate" rinforza ovviamente la certezza, da parte dello SNAturato, che qualcosa da controllare ci sarebbe, ma lo SNAturato tende a sottovalutare le potenzialita' del virus e soprassiede per quieto vivere.&lt;br /&gt;Nel soggetto femminile invece FB assume contorni assai reali: le vecchie amicizie scolastiche, prima irraggiungibili e poi a portata di click, diventano improvvisamente irrinunciabili occasioni di rimpatriate, cene di gruppo, pigiama party, ed altri eventi epocali.&lt;br /&gt;L'effetto ringiovanimento del viruss sui soggetti di sesso femminile e' abbastanza notevole, tanto che le malate terminali tornano a vestire pantaloni di velluto a coste larghe, All Stars e mitica Tolfa, come ai tempi del Liceo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sembrano esistere nemici naturali del viruss; i piu' scettici dichiarano che l'epidemia si estinguera' a breve per collasso, e alcuni di loro si sono subito iscritti a FB per poterlo declamare a tutti, di fatto autoinfettandosi a loro volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unico rimedio finora testato e funzionante per guarire dall'infezione e' quella di farla esplodere alla sua massima potenza: quando gente che non frequentavate da anni, ricontattata tramite FB e coinvolta in improbabili rimpatriate piene di entusiasmo, vi si presentera' davanti e squadrandovi dall'alto in basso fara' battute sulla panzetta, sulla cellulite, sulla pelata, sulla scarpa muffa o quant'altro, vi ricorderete il motivo per cui avete smesso di frequentarli secoli addietro e il giorno dopo comincerete a rimuovere un po' di gente dal vostro sconfinato gruppo di amici SNAturati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-6946798304236728964?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2009/03/avventura-numero-40-virus-dei-nostri.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-7673116153291561192</guid><pubDate>Tue, 25 Nov 2008 16:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-25T17:20:50.682+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 39 -- L'annuncio --</title><description>Quando Alfredo lesse sulla piccola pubblicita' de "Il Messaggero" l'annuncio, non gli parve assolutamente possibile, schizzo' in piedi dalla poltrona, si infilo' le prime cose che gli capitarono sottomano, comprese un paio di mutande da Museo Pigorini e un paio di calzettoni che alla prova del Carbonio 14 avrebbero fatto gridare al ritrovamento miracoloso, tipo rovine di Troia, per intendersi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era una bella giornata di sole, e nonostante fosse inverno ormai avanzato, Alfredo non esito' a balzare in sella al vespone carta da zucchero, residuato dei tempi del liceo, e a precipitarsi a tutta velocita' (se 50 all'ora in discesa sputacchiando poteva definirsi tale) verso lo stadio Olimpico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mancava ormai poco all'inizio del big match di campionato, e intorno alla "palla" era gia' un via vai di bancarellari, bagarini, ragazzotti in bomber e cori di ordinanza, celerini in tenuta antisommossa e tutta la varia umanita' che si puo' incontrare intorno ad uno stadio prima di una partita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vespone ebbe il buon gusto di esalare quello che pareva davvero l'ultimo respiro proprio davanti all'ISEF, tanto che Alfredo non si curo' nemmeno di assicurarlo con la catena, e appoggiatolo con somma cura contro una Smart4U (il cavalletto era scomparso anni prima dal suo alloggio naturale, e non era mai stato rimpiazzato), si precipito' verso la Curva Sud.&lt;br /&gt;Giunto in prossimita' delle biglietterie, estrasse dalla tasca posteriore il quotidiano e rilesse con cura l'annuncio: " E' domenica? Non hai il biglietto della partita? No problema, vieni allo stadio e entri anche da dietro, comodo e senza fretta.." seguito da un numero di cellulare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alfredo digito' nervosamente la sequenza, e non appena gli fu risposto, attacco' a mitraglia: "Senta io chiamo pe' l'annuncio anzi so' gia' qui, me raccomando, nun lo dia via che me ce so' scapicollato, nun e' una questione de prezzo, basta che me dice come la riconosco che io arrivo cor sordo in bocca e famo subbito l'affare... "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una voce femminile dall'altra parte gli rispose rassicurante: " No te preoccupe tessoro che qui c'e posto per tutti, se tu hai soldi non ci e' problema..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Si si, io li sordi l'ho portati, certo che si se po' entra' da dietro magari se risparambia quarche cosa, io so' pure atletico si casomai ce dovesse esse da fa' quarche acrobbazzia io so' pronto, me chiameno er funambolo, me chiameno..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ammore, si tu entra da dietro no e' che risparmi ma si sei tosto come dice vedi che entri seguro e te trovi uno bello posticino caldo, accogliente, pulito e poi si sei atletico no e' problema anzi e' anche piu' divertente, allora che fai vieni si?!?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E come nun vengo, io gia' so' praticamente venuto, sto' gia' qui allo stadio e so' tutto ansioso de entra', si lei me dice dove se incontramo io arrivo je do' li sordi e me ne vado dopo du' secondi"&lt;br /&gt;La voce dall'altra parte esplose in un risolino e continuo' suadente:"E no ce' mica bisogno che tu scappa io no te fare fretta tu viene qui dietro alla seconda siepe di fronte alla biglietteria H e io essere li con mio camper tu entra pure che te aspetto!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Avoja si c'ho fretta, nun vedo l'ora de entra', aspetteme che arivo."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alfredo chiuse di botto il cellulare, corse verso la biglietteria H, noto' immediatamente la roulotte parcheggiata nei pressi e vi si precipito' letteralmente dentro.&lt;br /&gt;La vista di Gioia, all'anagrafe Ermes, transessuale brasiliano di mezza eta' e dalle tette enormi, gli chiari' immediatamente l'equivoco in cui era caduto per la smania di entrare a vedere la partita, i cui biglietti erano esauriti da settimane. Una rapida occhiata all'orologio, e una ancora piu' rapida alle tette di Gioia/Ermes, gli fece capire che ormai per la partita non c'erano piu' speranze, ma visto che c'era, tanto valeva pagare il biglietto... per entrare da dietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://usera.imagecave.com/avventureallostadio/Roulotte.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 322px; CURSOR: hand; HEIGHT: 212px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://usera.imagecave.com/avventureallostadio/Roulotte.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-7673116153291561192?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2008/11/avventura-numero-39-lannuncio.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-4689798666764583883</guid><pubDate>Thu, 13 Nov 2008 09:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-14T07:05:15.518+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 38 -- Er derby --</title><description>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;Dopo 'na settimana de passione&lt;br /&gt;passata a arrovellasse ogni momento&lt;br /&gt;ormai 'mbriaco de televisione&lt;br /&gt;s'accinse a preparasse pe' l'evento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Organizzo' 'na cena pe' la moje&lt;br /&gt;"So' tutte donne, che ce vengo a fa'?"&lt;br /&gt;"Cio' un raffreddore ch'er fiato me toje,&lt;br /&gt;magari manco posso chiacchiera'..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dissimulando un finto dispiacere&lt;br /&gt;disse a la figlia cui s'era promesso&lt;br /&gt;"Cio' un bozzo emorroidale qui ar sedere&lt;br /&gt;ma ar cinema tu ce poi anna' lo stesso.."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cor nonno invece fu 'na passeggiata&lt;br /&gt;se lo prese da parte e proditorio&lt;br /&gt;je disse che una russa maggiorata&lt;br /&gt;voleva sollevaje er sospensorio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La socera era il maggiore scojo&lt;br /&gt;che quella pe' fregalla ce vo' un mago&lt;br /&gt;je tocco' mette mano ar portafojo&lt;br /&gt;e arigalaje un ber week end al lago&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quann'era tutto a posto e sistemato&lt;br /&gt;assunse un'aria mesta e un po' contrita&lt;br /&gt;ma quanno tutti l'ebbero lasciato&lt;br /&gt;je parve de rinasce a nova vita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come un centometrista fu in cucina&lt;br /&gt;se preparo' du' spaghi all'arabbiata&lt;br /&gt;e dalla fornitissima cantina&lt;br /&gt;tiro' fori un vinello d'annata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanno fu sazio come un cinghiale&lt;br /&gt;era ormai arrivata l'ora ambita&lt;br /&gt;accese la TV sur diggitale&lt;br /&gt;e s'appresto' a gustasse la partita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco che vanno i campo i gladiatori&lt;br /&gt;li spalti che traboccano de gente&lt;br /&gt;sciarpe e bandiere, musica e colori&lt;br /&gt;l'adrenalina sale come gnente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccote er fischio, daje! daje! daje!&lt;br /&gt;e gia' c'e' chi sputazza come un lama&lt;br /&gt;dovete faje onore a quelle maje!&lt;br /&gt;li famo neri come tanti Obama&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma mentre l'attaccante se involava&lt;br /&gt;venendo steso in area de rigore&lt;br /&gt;je parve che 'na porta cigolava&lt;br /&gt;e arzo' l'occhi pe' scopri' l'autore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E sull'uscio j'apparve la visione&lt;br /&gt;de 80 chili d'alano arlecchino&lt;br /&gt;che' nonostante l'organizzazione&lt;br /&gt;s'era scordato der suo bisognino...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://usera.imagecave.com/avventureallostadio/alano.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 271px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://usera.imagecave.com/avventureallostadio/alano.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-4689798666764583883?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2008/11/avventura-numero-38-er-derby.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-2243290940278763094</guid><pubDate>Tue, 22 Apr 2008 08:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-22T09:42:56.930+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 37 -- La reliquia --</title><description>&lt;a href="http://www.hotlinkfiles.com/files/1242427_llrmt/Reliquia.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.hotlinkfiles.com/files/1242427_llrmt/Reliquia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fuori dalla famosa clinica romana, il panorama del serpentone azzurro del Tevere a snodarsi sinuoso e insinuante sotto una fitta coltre di nubi a far da pendant all'asfalto e al cemento sottostanti, Ezio si aggirava furtivo mal dissimulando un'aria di finta noncuranza. La coda di cavallo, la barba incolta, l'aria sciatta e trasandata che trasudava dall'impermeabile stile maniaco-al-parco, restituivano un'immagine stridente con l'opulenza del parco e del via vai dei visitatori alla guida di SUV transoceanici e berline dai vetri fume' che fin dalle prime ore della mattina avevano fatto&lt;br /&gt;scricchiolare la ghiaia che conduceva all'ingresso principale, si erano fermate scaricando velocemente il loro contenuto piu' o meno famoso per poi fermarsi pochi metri piu' avanti, dove un crocchio di autisti dal fisico palestrato, auricolari&lt;br /&gt;e occhiali a specchio vigilava solerte, ciascuno appoggiato al cofano del proprio bolide ma con i muscoli tesi guizzanti sotto le divise d'alta sartoria.&lt;br /&gt;Il via vai dei fotografi traboccanti attrezzature degne di un intero set cinematografico intasava di lampi di luce l'aria gia' elettrica per l'imminente temporale; si spostava ora da un lato, ora dall'altro, tra una pseudo velina in cerca di facile pubblicita' al politico di turno che, complice l'occasione nazional popolare, non esitava a farsi un minimo di campagna elettorale mescolando argomenti come fossero ingredienti in un cocktail sempre nuovo, ma dal retrogusto stantio.&lt;br /&gt;Da sotto gli occhiali da sole tartarugati malamente contraffatti da operai cinesi in qualche oscuro sottoscala dell'Esquilino, Ezio scrutava la folla in cerca del suo contatto. Non ne sapeva molto, ma la telefonata del Faina non gli aveva lasciato altro che appostarsi in attesa di colui, o colei, che avrebbe fatto in modo di contattarlo ad un orario non meglio precisato e con modalita' del tutto ignote.&lt;br /&gt;Ad un tratto Ezio noto' un'autovettura di piccola cilindrata fermarsi all'ingresso. Il vigilante, un armadio di dimensioni impressionanti, si avvicino' al finestrino del guidatore con fare deciso, ma subito si porto' la mano alla visiera e corse forsennatamente ad alzare la sbarra, presso la quale sosto' con lo sguardo fermo e militarmente impettito saluto' il nuovo arrivato. La piccola utilitaria ando' a parcheggiare lontano dalla massa delle fuoriserie e poco dopo ne usci' un omino&lt;br /&gt;dall'aria dimessa, che indossava un abito nero che solo un occhi attento avrebbe riconosciuto come opera di un grande sarto, calzature altrettanto nere di manifattura italiana assai sapiente, e che calava sugli occhiali scuri un cappello floscio, da cui si intravedevano pochi ciuffi di capigliatura bianchissima.&lt;br /&gt;Lo strano personaggio entro' nel centro medico da una porticina secondaria, ed Ezio lo catalogo' immediatamente come un dipendente amministrativo.&lt;br /&gt;Dopo pochi minuti, la stessa porticina si apri' di nuovo, facendo uscire lo stesso omino; egli si&lt;br /&gt;guardo' intorno, poi,col suo passo un po' esitante, si avvicino' a Ezio, che si era seduto, facendo finta di leggere il Corriere dello Sport, sotto un grande cipresso fuori dalla portata degli occhi piu' indiscreti; si sedette accanto a lui appoggiando sulle ginocchia una ventiquattr'ore semirigida dall'aspetto promettente, e gli rivolse sommessamente la parola in un evidente accento teutonico: "La reliquia, figliolo, crazie..."&lt;br /&gt;Era il contatto dunque!&lt;br /&gt;Ezio cerco' di non scomporsi piu' di tanto, indeciso se fidarsi o meno di quel tipo strano.&lt;br /&gt;"De che stamo a parla'?" interloqui', tanto per capire meglio la situazione.&lt;br /&gt;Il vecchietto, mantenendo il capo chino e un'aria vagamente contrita, rispose senza alzare il tono di voce di un filo:" Tu sai kuello ke io foglio, e ke mi hanno tetto tu afere con te, yawhol? Qua essere quanto io kontrattato kon tuo amiko Faina, ya? Ora tu tare me reliquia io tare te borsa, tu resta, io va, yawhol?"&lt;br /&gt;Ezio comincio' a innervosirsi: il tono deciso che trapelava dal sussurante interlocutore gli dava sui nervi, e poi lui i crucchi li odiava dai tempi di Italia-Germania quattrattre', anzi da prima, da quando suo nonno aveva fatto la resistenza.&lt;br /&gt;"Io nun te conosco, io nun so' chi sei, da quanno so' nato me so' fatto i cazzi miei..."&lt;br /&gt;"Tu ora essere Mina, yah? Io non troppo tempo da perdere, Faina tetto me tu afere reliquia, tu non vendere musikassetta pirata, yah?"&lt;br /&gt;"Ma io vojo sape' 'ndo va, st'oggetto sacro... che questo mika po' fini' all'estero a arricchi' la collezzione de quarche crucco zozzo de carbone... stamo a parla' de un pezzo dall'arto valore simbolico pe' la tradizzione romana, de un pezzo unico, si solo sapessi quello che m'e' costato tirallo fora da li' drento, co' tutta sta caciara che ce sta in giro.." prese tempo Ezio, a cui quel tipo cominciava a dare sui nervi.&lt;br /&gt;Il vecchietto si tolse il copricapo, si gratto' educatamente dietro le orecchie, poi pianto' in faccia a Ezio un paio d'occhietti azzurri profondi come la Fossa delle Marianne, e abbozzando un sorriso, replico' sempre con lo stesso, impercettibile tono di voce: "Ach figliolo, foi romani essere sempre tremendamente sospettosi yah... tua reliquia ferra' custodita celosamente assieme ad altre sacre vestigia di passato, tu sei contento immacino si!? Ora preco, tu dare me quello che io foglio, io dare te valigetta e poi noi salutare e mai piu' rifedere, yah?"&lt;br /&gt;Quasi ipnotizzato, Ezio assenti' brevemente col capo, lancio' uno sguardo furtivo tutt'intorno, e visto che proprio in quel momento l'attenzione generale era concentrata sull'arrivo di una famosa e popputa diva del cinema, estrasse da sotto il trench un pacchetto rozzamente confezionato con una bustina di plastica stretta in cima da un elastico, e lo passo' all'omino. Costui sciolse delicatamente la chiusura, controllo' il contenuto della busta, la richiuse con lentissima cura, e&lt;br /&gt;la fece sparire all'interno della giacca, segnandosi fugacemente la fronte. La valigetta passo' di mano, Ezio ne controllo' rapidamente il contenuto, ed evidentemente soddisfatto la richiuse.&lt;br /&gt;L'omino si alzo', calcandosi di nuovo il cappello in testa, e prima di incamminarsi verso il proprio macinino, saluto' Ezio con un "Fai in pace figliolo, e crazie!"&lt;br /&gt;Ezio lo vide entrare in macchina con insospettata agilita', fare manovra con destrezza e mentre lo stesso vigilante provvedeva a fermare l'ingresso di un famosissimo calciatore alla guida della propria Ferrari, infilo' rapidamente l'uscita. Ezio attese ancora qualche minuto, poi prese la valigetta e cercando di non dare nell'occhio, usci' dal giardino della clinica e prese il primo autobus in direzione centro.&lt;br /&gt;Il giorno dopo, durante la consueta colazione al bar "Da Giggetto" a base di cappuccino, cornetto e "Il Messaggero", non noto' il trafiletto che raccontava come voci non confermate parlassero di una fugace e segreta visita del Santo Padre a Totti, e della misteriosa sparizione dai laboratori di Villa Stuart, del legamento crociato rimosso al capitano giallorosso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-2243290940278763094?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2008/04/avventura-numero-37-la-reliquia.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-4948021507189872718</guid><pubDate>Fri, 29 Feb 2008 14:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-04T06:46:07.382+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 36 --La denuncia --</title><description>&lt;a href="http://usera.imagecave.com/avventureallostadio/cappellocarabinieri.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand" alt="" src="http://usera.imagecave.com/avventureallostadio/cappellocarabinieri.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il commissario Vincenzoni senti' bussare alla porta del suo ufficio, e si affretto' a nascondere l'ultimo numero del Guerin Sportivo sotto una montagna di pratiche prima di schiarirsi la voce e tuonare uno scocciatissimo "AVANTI!" allo scocciatore di turno. Scocciatore di turno che, cosa peraltro indubitabile, si materializzo' nell'Appuntato Chiavetta, che infilo' in un minimo&lt;br /&gt;spazio tra la porta e il battente la faccia magra e sparuta su cui risaltavano, neri e imbrillantinati, un paio di baffetti siculi di cui andava orgogliosissimo e che non passava minuto senza che l'appuntato non dedicasse loro una curatissima allisciata."Commissa' mi scusasse se la disturbo, ma abbiamo una denuncia per furto..."&lt;br /&gt;"Appuntato, le avevo detto che ero impegnatissimo e che non volevo essere disturbato se non per affari gravissimi, che ne so, un omicidio, uno stupro, una rivoluzione.... che facciamo, mi metto pure a prendere le denunce di furto adesso... facci lei, facci, e poi mi porti la pratica da firmare in triplice copia, come da procedura..."&lt;br /&gt;Il buon Chiavetta fini' di scivolare dentro la stanza senza quasi dover aprire di piu' la porta, si tolse il cappello d'ordinanza che gli era piuttosto largo e gli copriva sempre gli occhi, e mantenendo il capo chino, ribatte' con un esitante filo di voce: "Ma commissa', e' un caso particolare, particolarissmo direi, non saprei nemmeno come definire il furto, proprio non so come cominciare..."Il commissario Vincenzoni, non certo famoso per la gentilezza dei modi, afferro' il faldone piu' voluminoso che aveva di fronte e stando comunque accorto a non scoprire il Guerino che piu' sotto si celava, lo calo' con ostentata violenza sulla scrivania, provocanto un tonfo che fece sobbalzare il baffo sinistro del povero Chiavetta...: "E che diamine, Chiavetta, lei ha 10 anni di onorato servizio in questa stazione, non ci credo che lei non sappia raccogliere una denuncia di furto...e che cosa sara' mai, uno scippo in bicicletta, furto con scasso di un negozio aperto, spesa proletaria alla gioielleria Bianchini... non e' possibile, ma tutto io devo seguire..." e continuando a borbottare sulla troppa facilita' con cui si dava ragione a chi inventava le barzellette sui carabinieri, si alzo' dalla poltrona per dirigersi verso l'Ufficio Denunce.&lt;br /&gt;Ivi trovo' Ignazio, 32 anni, che nell'attesa si era preso la liberta' non solo di sorseggiare il caffettino del povero Chiavetta, ma aveva deciso di farlo spaparanzandosi sulla poltroncina di plastica ed allungando un assurdo paio di camperos sul ripiano della scrivania antistante.&lt;br /&gt;"Cosa succede qui, ma dove ci crediamo di essere, al Bar dello Sport o al Circolo della Birretta? Tolga quei piedi dal tavolo e un po' di ritegno!" lo apostrofo' immediatamente il commissario, aggirando la scrivania e sedendosi al posto dell'appuntato Chiavetta, che nel frattempo si affrettava a posizionarsi rigido al suo fianco, una sola mano a rassettare il baffo sbieco come concessione alla rigida disciplina militare. "Allora vediamo, che cosa abbiamo qui... l'appuntato mi diceva che lei e' stato vittima di un furto un po' particolare... " passo' subito al sodo il commissario, che aveva intenzione di sbrigare la questione in quattro e quattr'otto e tornare nel&lt;br /&gt;suo sanca sactorum a leggere le gesta del suo idolo calcistico, Ibrahimovic.&lt;br /&gt;Ignazio tolse gli stivali dalla scrivania con fare indolente, poi si tolse dalla testa lo sdrucitissimo zuccotto che celava una ancora piu' sdrucita pettinatura di colore e igiene indefinibili, si sporse in avanti e inizio' la sua deposizione."Allora commissa', io so' arivato stamattina a Milano cor treno... ero coll'amici mia, er Porchetta e Ferrovecchio, e per la prima cosa semo annati a vede er Duomo, perche' veni' a Milano e nun anna' a vede er Duomo e' un delitto e nun ce pareva giusto nun dedica' armeno 10 minuti a la ricchezza de lo spirito..."&lt;br /&gt;L'aria da teppista e il look da terremotato stridevano talmente con le strane dichiarazioni di Ignazio che il Vincenzoni comincio' a innervosirsi oltre il limite di guardia, mentre Chiavetta aveva assunto un'aria ancora piu' mesta perche' dopo aver aggiustato il baffo sinistro aveva percepito una asimmetria di allineamento di quello destro e non potendo specchiarsi,&lt;br /&gt;cercava di storcere le labbra in un malcelato tentativo di scrutare la situazione subnasale senza sembrare un "arruso" tirabaci.&lt;br /&gt;"Allora 'sto furto dove e' avvenuto, sul treno o in Piazza Duomo, mi scusi, andiamo al sodo..." interloqui' Vincenzoni.&lt;br /&gt;"None commissa', ne' l'uno ne' l'arto che sur treno eravamo tutti belli aggruppati e tutti de la Roma, nun se poteva azzarda' nisuno a rubba' gnente, che li' semo tutta gente onesta... vabe' a parte er Tritolo che cia' er vizio de fa' sarta' quarche cassaforte... ma questa e' n'antra storia... e pure ar Duomo semo entrati e usciti tranquilli... none commissa', er furto e' avvenuto allo Stadio"&lt;br /&gt;"Allo stadio? Va bene, allora appuntato si metta laggiu' alla macchina da scrivere e iniziamo a redigere questo benedetto verbale... nome cognome e come si chiama l'utente gia' li sai... allora... in data 27 febbraio 2007 il sottoscritto si trovava nei pressi dello stadio San Siro in Milano, quando ... quando che e' successo?"&lt;br /&gt;Ignazio si gratto' oscenamente un'ascella e continuo' il suo racconto. "Allora se semo accomodati io, er Porchetta e Ferrovecchio, nei posti nostri ar terzo anello, se semo comprati un ber panino, avemo tirato fora le bocce de vino dai carzini, e se semo messi a vede la partita... che partita, commissa'! La Maggica pareva che giocava in 14 contro 5, stavemo dapertutto, gli Onestoni nun sapevano manco da ndo comincia'... e quanno Crespo ha preso quer palo che n'antro po' la palla entra da quell'altra parte, aho, se semo quasi cacati sotto, anzi, er Porchetta secondo me ha armeno scureggiato che infatti l'abbonati che staveno vicino a noi se so' spostati sulle scale e Ferrovecchio s'e' pure sbracato sur seggiolino a fianco che s'era libberato e s'e' riarzato solo quanno er Capitano j'ha fatto vede le recchie che la palla Giuliocesar manco l'ha vista e Chivu ancora sta a cerca' de capi' da ndo cazzo veniva Francescone nostro che j'e' sbucato all'improvviso dar nulla e banfete, 0-1 e tutti l'onestoni allo stadio che hanno rosicato ma nun ciavevano manco piu' l'occhi pe' piagne ammazza quant'ho goduto come un mandrillo che a un certo punto m'e' venuto pure duro e ho guardato una smandrappona polentona co' le tette gonfie che je ballaveno mentre se lamentava e jo' fatto capi' che sii j'annava all'intervallo je avrebbi dato volentieri na ciancicata a le mozzarelle..."&lt;br /&gt;"BASTA!" - sbotto' il commissario interrompendo lo sproloquio del suo interlocutore, che s'era lasciato andare dall'entusiamo del racconto - "e cerchiamo di ricordarci che qui siamo in un commissariato e non a Radio Ilario Ilario! E lei, appuntato, che ho visto che ha scritto tutto, cancelli questa sequela di sciocchezze, che un verbale non e' mica un giornaletto degli ultras, sa! E forza, lei, cerchi di venire al dunque... com'e' avvenuto questo furto?"&lt;br /&gt;Ignazio cerco' di partire con maggiore accortezza, ma ormai era infoiato e ben presto il suo discorso riprese il ritmo martellante di prima: "E mo' ch'arivo commissa', je stavo a ricconta' l'antefatto in maniera circostanziata che io vedo sempre SIESAI e le indaggini spesso se risorveno quanno uno bada a li particolari e io nun volevo trascura' gnente, magara la corpa e' de quella bagascia che all'intervallo se' allontanata co' uno che me pareva uno stecchino tutto vestito in giacca e cravatta che nun s'e' mai visto anna' a lo stadio in quer modo, me chiedo quanno s'e' sposato che s'e' messo.. vabe' nun se incazzi, vado avanti... allora all'intervallo Ferrovecchio s'e' addormito e er Porchetta e' annato a caca' e io so' rimasto a guardamme li bauscia che questionaveno, ciacicaveno le gomme americane e discuteveno sur fatto che l'Inter 'sta partita nun la doveva perde insomma l'aria era friccichella come piace a me e poi quanno stai uno a zero a casa dei longobbardi ce sta gusto a vedelli tutti aggitati... e poi via, aricomincia la partita e lo spettacolo e' diventato imbarazzante, davero, ma mica pe' la Roma, pe' gli onestoni che nun vedono palla allora quer rincojonito dell'allenatore loro che io lo odio dai tempi della Lazzie comincia a ravana' ner torbido e cambia li giocatori a ruzzica, ma de che, nun fanno un tiro in porta, anzi je la mischiamo proprio, lo zingaro va ch'e' na bellezza, danielino comanna che pare er generale Caster, er capitano le piglia e le da' e se danna l'anima e pure Taddeo prova a fa' er fenomeno un par de vorte tanto che all'urtimo quer criminale de Burdisso che secondo me sta gente la dovreste mette drento e butta' le chiavi j'entra a piedi pari sur ginocchio e allora Ferrovecchio se incazza e un artro po' je tira giu' de sotto una bottija ma io lo fermo che e' mejo nun fasse conosce, che lui e' pure in libberta' viggilata e ha messo una zucca sur cuscino pe' nun fa' vede ar cellerino che lo piantona in ospedale che e' scappato ma l'arbitro arbitra all'inglese e la partita continua come prima coll'Inter che ansima e la Maggica che se sventola alla grande fino a che nun je se fa male uno da solo e allora quasi me tiro fori er fringuello perche' diventa mejo de Rocco a Budapest, li stamo a fa' neri come le cocce de le cozze, ma a un certo punto er porchetta me dice che percepisce odore de bruciato, io je dico che magari ha scureggiato mentre se fumava la canna ma lui me tira una schicchera sull'orecchio e me dice che sente puzza de bruciato davero e in pochi minuti quella baghette der francese riesce a da' all'arbitro la scusa de mannallo via che quello nun aspettava artro e la Roma perde er mejo frocio der casino e er capitano nerazzurro gioca la schedina ar superenalotto e ce la schiaffa ner didietro mentre Crespo gioca a fa' er derfino in area de rigore e er pischello negro pija a carci la gente manco fossero lattine de coca cola e mortacci loro tutti a casa e addio..."&lt;br /&gt;Vincenzoni riprese fiato neanche fosse stato lui a fare tutta quella tirata, e ancora stordito da quella specie di delirante radiocronaca, si fece quasi piccino piccino e chiese al suo interlocutore: "Capisco... ma cosa le hanno rubato? e chi?"&lt;br /&gt;"Come che m'hanno rubbato? Mortacci loro ho lavorato come un negro pe' du' ore a settimana pe' compramme li bijetti der treno e de la partita, me faccio un viaggio drento a un carro bestiame col riscardamento rotto che si nun scureggiava er Porchetta morivamo assiderati arivo a Milano, faccio er culo nero a quella banda de ladri e quelli che fanno? eh, che fanno? me rubbeno la partita de la vita lo scudetto tutti li sogni de gloria che si nun ciavessero l'arbirti lotterebbero pe' anna' in serie B e invece ecchiteli la' co' 9 punti de vantaggio su la mejo Roma dell'urtimi anni che avemo sofferto a Trigoria sotto la pioggia a incoraggia' i ragazzi e ce avevamo creduto e avemo telefonato a tutte le radio e scritto a tutti li giornali che ce credevamo e infatti ce dovevamo crede si, che ce avrebbero preso per culo un'artra vorta... m'hanno rubbato er sogno de lotta' pe' uno scudetto che dovrebbe veni' a Roma in carozza e invece arimane sui Navigli a mori' de pizzichi de zanzare!"&lt;br /&gt;Vincenzoni tiro' un sospiro, poi si rivolse a Chiavetta e inizio' a dettare: "Allora, dove eravamo rimasti... ah si... allo stadio San Siro dove sono stato derubato del mio sogno scudetto. Autore del furto, accaduto sotto i miei occhi e in presenza dei testimoni, signori Porchetta e Ferrovecchio, e' stato l'arbitro della partita, signor Rosetti, in evidente combutta con l'allenatore dell'Inter, signor Mancini Roberto, e del Presidente dottor Moratti. In fede... data... ecco, Chiavetta, stampi pure in triplice copia... bravo, mi dia pure... ecco signor Ignazio, firmi qui... e qui... e qui... va bene, noi indagheremo, le faremo senz'altro sapere... arrivederci."&lt;br /&gt;Ignazio strinse cordialmente la mano del commissario, saluto' con un gesto l'esterrefatto Chiavetta, i cui baffi erano ormai irrimediabilmente asimmetrici, e si allontano' soddifatto dell'efficienza delle Forze dell'Ordine milanesi.&lt;br /&gt;Il commissario Vincenzoni prese con se' la denuncia in triplice copia, la infilo' in una cartellina di colore azzurro, e con un pennarellone nero vi traccio' sopra, a caratteri cubitali, la parola "GODO!", per poi rientrare nella sua stanza, ridendo neanche troppo sommessamente sotto i baffi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-4948021507189872718?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2008/02/la-denuncia.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-1660125026237619333</guid><pubDate>Tue, 19 Feb 2008 14:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-04T06:47:42.535+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 35 --Navigazioni notturne... --</title><description>&lt;a href="http://usera.imagecave.com/avventureallostadio/JENNAMOUSE.gif.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://usera.imagecave.com/avventureallostadio/JENNAMOUSE.gif.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Alle 2 e 40 di notte, Ersilia si sveglio' causa minzione notturna, e non trovando Filippo al suo fianco, si infilo' le ciabattone con la capoccia di Topolino, inforco' le lenti da talpa e ciabattando segui' il lucore proveniente dal salotto.&lt;br /&gt;Trovo' Filippo davanti al computer, gli occhi cipicciosi incollati allo schermo e intento a pestare i tasti con la mano destra come un dannato e a ravanare nel torbido con la mano sinistra con altrettanto vigore.&lt;br /&gt;"Ma che stai a fa' in piedi a quest'ora? Ma nun devi anna' al lavoro domani? Me pari matto, stai sempre appiccicato a quell'affare, pe' me tu sei malato, ciai quarche morbo strano..."&lt;br /&gt;Filippo riusci' a malapena a emettere un grugnito e senza darsi per vinto continuo' a tempestare la tastiera di colpi, anche se comincio' a rimuovere lentamente la mano sinistra dal luogo del peccato, cenrcando di non farsene accorgere.&lt;br /&gt;Ersilia chiaramente se ne accorse eccome, ma per il momento decise di soprassedere e si diresse al bagno. Espletate le funzioni corporali, si rimise a letto, ma non aveva nemmeno posato gli occhiali sul comodino che le parve di udire una sorta di lamento sommesso provenire dal salone.&lt;br /&gt;A quel punto, il sonno le passo' del tutto, si alzo' dal letto e come una furia si ripresento' in salone, dove la scena non era cambiata nemmeno di un fotogramma.&lt;br /&gt;"Ma se po' sape' che ciavrai tanto da smanetta' li' davanti? Ma nun lo vedi che pari matto? Ma io domani disdico tutto, chiamo er 187 e je dico che st'ADSL ce la deveno da leva', che costa una tombola e tu te c'ammali, nun dormi piu', nun parli piu', nun vedi manco piu' le partite in televisione, sempre li' davanti che poi me chiedo 'ndo cazzo hai imparato a usa' quell'aggeggio che tre mesi fa nun sapevi usa' manco la carcolatrice e facevi li conti col lapis sul blocco note..."&lt;br /&gt;La minaccia di Ersilia lentamente penetro' nella mente obnubilata di Filippo, che elaboro' con estrema difficolta' il concetto, lo tradusse in un elementare segnale di pericolo, e si vide costretto a sospendere l'attivita' in corso e a dare retta alla belluina figura in palandrana e ciavatte che aveva sposato, allora in lingerie francese e piedino nudo, 20 anni prima.&lt;br /&gt;"Amo', nun scambia' la causa coll'effetto... nun e' che io non dormo pe' sta qui de fronte, e' che sto qui de fronte perche' nun dormo... si me levi l'ADSL, me lo dici te che me invento io la notte alle 3 che nun posso manco accenne la televisione pe' nun svejatte?"&lt;br /&gt;"A Fili', ma prima dormivi eccome, la domenica te arzavi all'ora de pranzo, magnavi le lasagne de mi' madre e te ribbuttavi sul letto fino all'ora de le partite... adesso invece te trovo qui de fronte a tutte le ore der giorno e de la notte, pure la sera de Natale ciavevi sto callaretto acceso, io me sto' a preoccupa', ma che ce farai davanti a sto coso, almeno, se po' sape'?"&lt;br /&gt;"Amo', ma che voi che faccio, gnente, navigo, me industrio, leggo, me informo..." fu il tentativo disperato di Filippo di dare una versione credibile dei fatti alla moglie, che non ci credette nemmeno per un minuto e torno' ad incalzarlo: "Aho, io non ho mai visto uno che studia co' le mano drento a le mutanne, manco tu' fijo quanno faceva finta de studia' estimo e invece sotto ar libbro nisconneva li giornaletti zozzi, ma nun sara' mica che stai a vede le zozzerie in rete... oddio, mica me sarai diventato PETOMANE, vero?" grido' inorridita la consorte.&lt;br /&gt;"PEDOFILO, no PETOMANE, a Ersi', e none, nun so' pedofilo, davero, sta tranquilla... la mano ne le mutanne me c'e' finita pe' sbajo, una specie de fraterno saluto ar regazzino, lo sai che noi omini ciavemo un rapporto speciale cor fringuello, ce parlamo, lo consolamo, je tenemo compagnia..."&lt;br /&gt;"Essi' che ciavemo er gruppo de supporto ucelli, qui drento... tu te stavi a DISTURBA', ecco che stavi a fa'.. a l'eta tua, ma nun te vergogni, ma nun te l'hanno detto che e' peccato e che se diventa pure cecati..."&lt;br /&gt;Filippo perse la pazienza, e replico' seccamente: "Allora tu che hai fatto fino ad esso, che ciai du' fanali antinebbia? A Ersi' ma che disturbato e disturbato, stavo a tene' in caldo er gattino, nun ce stava nisuna volonta' de fa' gnente de male, che poi male manco sarebbe, co' st'astinenza prolungata alla fin fine mica me vorai di' che ce devo schiaccia' le noci... nonostante tutto, nun stavo a fa' gnente, va'a dormi' e beata a te che riesci a fatte tutta na tirata de 8 ore..."&lt;br /&gt;Ersilia, offesa dall'accusa di indulgere in opere impure, attraverso' la sala con passo furibondo, e quando fu davanti allo schermo, si ritrovo' davanti una foto gigantesca di Jenna Jameson che allenava una intera squadra di basket. Subito si porto' la mano davanti agli occhi, e lancio' un grido disumano:"Aaaaaaaaaah, lo vedi, brutto pipparolo, stavi a vede le cose zozze, che schifo gesugiuseppeemmaria, nun e' possibbile, ossignorecheseineicieli, ommadonninamiabella..."&lt;br /&gt;"Nun strilla' Ersi', ch'e i Gervasoni qui de fronte penseno male, e chiameno la polizzia.... e poi che voi che sia, io me stavo a informa' sulle nuove tendenze der cinema, sui nuovi fenomeni culturali, sull'impatto della pornografia sulla societa' contemporanea... guarda Ersi, guarda che robba.... bottije, banane, estintori..." la voce di Filippo, sussurrata e suadente, convinse Ersilia ad allargare leggermente le dita della mano che le copriva gli occhi, sbirciando di soppiatto la galleria di porcate che il marito le propinava.... mano mano che le immagini scorrevano, senti' un certo languorino partirle dal baricentro del mutandone, e riscaldarla tutta.... Riluttante, si sedette sulle ginocchia di Filippo, che la guardava invitante, gli si strinse addosso e mentre lui furtivo le scostava i lembi della vestaglia, prese il mouse in mano e per la prima volta, in tanti anni, fece un doppio, lascivo click....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-1660125026237619333?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2008/02/navigazioni-notturne.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-5659581431991948017</guid><pubDate>Tue, 11 Dec 2007 10:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-04T06:48:29.720+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 34 -- Giovani campioni --</title><description>&lt;a href="http://usera.imagecave.com/avventureallostadio/ManoRete.gif.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://usera.imagecave.com/avventureallostadio/ManoRete.gif.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Appiccicato come un geco alla rete divisoria, Arturo guardava sgambettare la squadra pulcini del paese nella partita settimanale contro i pari eta' del paese vicino, le nocche che si sbiancavano scosse da una contrazione inconvulsa ogniqualvolta il suo pupillo, nonche' figlio primogenito, Paolo Roberto, entava nel vivo del gioco.&lt;br /&gt;Fu quando il giovane campione manco' un aggancio facilissimo che diversamente lo avrebbe visto presentarsi da solo davanti al portiere, che una voce alle spalle di Arturo tuono' indignata: "Ma 'nvedi che pippa aho, se te pija l'associazione pe' la protezione de le zanzare te fa' causa, che n'hai ammazzate 'no squadrone! Ah pipponaaaaaaa!"&lt;br /&gt;Arturo trattenne un fremito e si giro' a squadrare Ermanno, ex lottatore professionista, canotta a rete nonostante il freddo pungente con su una lapalissiana scritta "Boia chi la molla" a guarnire l'ampio pettorale per poi appoggiarsi su addominali ormai definitivamente rilassati in un comomero fuori stagione interamente sporgente fuori dalla cinta dei pantaloni.&lt;br /&gt;"Non le sembra di esagerare, la palla tutto sommato era troppo forte, non era un controllo facile..." fu il mesto tentativo di Arturo, al quale Ermanno replico' senza esitazione e senza evitare di sgrattugiarsi rumorosamente il sospensorio: "Ma che forte, forte 'sta ceppa, era un passaggio ar bacio che lo controllava pure un paralitico, ma sti regazzini je insegnano un po' de tecnica o no? perche' si in caso io er mio lo porto in colonia ar mare invece che ar campetto, armeno se ossiggena e me pja pure un po' de colorito..."&lt;br /&gt;Arturo, nonostante il fisico da ministeriale lo mettesse chiaramente in soggezione di fronte al colosso di lardo che era il suo interlocutore, non si diede per vinto, anche perche' di mezzo ci andava il sangue del suo sangue: "Ma io penso che 'sti regazzini devono impara er pallone, ma anche artri valori, tipo er rispetto pe' l'avversario, l'amore pe' lo sport, er sape' vive assieme all'artri..."&lt;br /&gt;"Ma che te devi da rispetta', ma lo hai visto che quello pare fracico, e' tutto 'na mossa, se atteggia tanto ma nun conclude gnente... sti regazzini deveno impara' a doma' er pallone, che er pallone e' come un cavallo servaggio che sinno' fa come je pare e te scorazza via che nun lo tieni... fatte servi', io da regazzino giocavo stopper nelle giovanili der San Godenzo... lo sai come se faceva chiama' l'allenatore nostro? eh? ce lo sai?"&lt;br /&gt;"No, veramente non ne ho idea, ma il concetto..."&lt;br /&gt;"Se faceva chiama Sbranacerbiatti, ecco come se faceva chiama'.. e all'allenamenti, si arivavo in ritardo, magara perche' mi' padre aveva fatto quarche minuto de straordinario, a mi padre lo pijava per culo davanti a tutti, je diceva che era un servo de la glebba, e a me me faceva core tutto vestito coi camperos, che alla fine me friggevano li piedi, e poi 100 flette nun me le levava nisuno!"&lt;br /&gt;"Beh accidenti, mi pare un po' esagerato, capita a tutti di fare tardi..."&lt;br /&gt;"E manco pe' gnente, co' Sbranacerbiatti tardi nun esisteva, tardi era morto, pe' lui... e lo sai che ce faceva fa, all'allenamenti? Ce metteva uno contro l'artro e ce dovevamo pija' a carci ne li stinchi, e si facevi finta, se n'accorgeva e a carci te ce pijava lui.. perche' se dovevamo impara' a prenne li carci e pure a dalli, che lui femminielli in campo nun ce li voleva... a me pero' me voleva bene, e me faceva sempre fa' una mezz'oretta in piu' pe' le lezzioni de massacro..."&lt;br /&gt;"Lezioni di massacro?" interloqui' Arturo, ormai dimentico della partita che si svolgeva alle sue spalle.&lt;br /&gt;"Sine, lezioni de massacro... je dovevo fa' na marcatura stretta, a omo, co' lui che sgomitava a tutta callara e me riempiva la panza e la faccia de botte che nu te dico, pero' nun me lo dovevo mai fa' scappa', sinno' se incazzava e incominciava a lavora' de ginocchia su le palle e de capocciate sur naso... me fece diventa' er piu' forte difensore de la categoria, e pure quanno facevamo le partitelle co' la prima squadra, er centravanti avversario se metteva a gioca' all'ala e hai da vede come girava al largo..."&lt;br /&gt;"Capisco... comunque a questa eta' e' giusto che il calcio si viva piu' come uno svago, un divertimento.."&lt;br /&gt;"E che tu te diverti a fatte pija' per culo da tutti? Io me ricordo che prima de le partite Sbanacerbiatti ce portava in ritiro drento a 'na specie de convento de clausura sconsacrato, ce toccava dormi' su li tavolacci e magna' solo cetrioli e banane... nun c'era permesso de cammina' co'le mano in saccoccia, dovevamo core pure quanno annavamo da la cammera da letto ar refettorio e quanno pisciavamo lo dovevamo fa' correndo sur posto... e senza sporca' la tavoletta.. diceva che dovevamo ave' er controllo totale pure ar cesso!"&lt;br /&gt;"Ma non le pare esagerato? tutto sommato eravate ancora dei bambini, e certi metodi non si adottano manco coi grandi!"&lt;br /&gt;"Sara' stato pure esaggerato, ma quell'anno vincemmo er campionato reggionale de categoria e parecchi de noi fecero pure arcuni provini colle giovanili de quarche clubbe prestigioso... io presempio, avevo fatto er provino co' la Juve, poi me s'e' crepato er ginocchio mentre me allenavo contro er muro pe' rinforza' la resistenza ar dolore, e ho dovuto lassa' perde... sinno' magara ar posto de Cuccureddu ce stavo io, e sta' tranquillo che Maradona nun ciarivava manco pe' turismo, a Napoli..."&lt;br /&gt;"Accidenti, la Juventus..." sospiro' Arturo.&lt;br /&gt;In quel momento, il triplice fischio finale interruppe la sfida giovanile e anche la conversazione tra Arturo e Ermanno.&lt;br /&gt;Quando Paolo Roberto usci' dallo spogliatoio e vide il padre, sul volto gli si allargo' un fanciullesco sorriso, che subito si trasformo' in una smorfia di stupito dolore quando Arturo gli assesto' un sonoro calcio sugli stinchi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-5659581431991948017?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2007/12/giovani-campioni.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-5173299721889513069</guid><pubDate>Thu, 29 Nov 2007 10:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-04T06:49:17.839+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 33 -- Il grigio --</title><description>&lt;a href="http://usera.imagecave.com/avventureallostadio/Mano.gif.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://usera.imagecave.com/avventureallostadio/Mano.gif.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Lo incontavo tutte le mattine all'uscita del supermercato.&lt;br /&gt;Lo potevi trovare ogni giorno li', dove i carrelli mulinellano alla ricerca di uno spazio vitale per raggiungere, con una accelerazione degna di un centometrista, i portelloni delle macchine - come un vigile urbano a piazza Venezia allarga le braccia non si sa se per indicare il flusso di automobili consentito o perche' ormai arresosi all'evidenza di non poter governare il serpentone di auto che preme, come una Hydra a molte teste, da tutti i lati.&lt;br /&gt;Si sedeva a terra, confondendosi col suo completo&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;grigio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="color:#ffffff;"&gt;con il colore dell'asfalto, interrompendo le strisce&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;gialle&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; e &lt;span style="color:#ffffff;"&gt;bianche&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#ffffff;"&gt;della segnaletica orizzontale come una aiola postmoderna di viole e rose di piombo. L'unica macchia di colore era il poco di&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffcccc;"&gt;rosa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="color:#ffffff;"&gt;che sfuggiva dalla manica della giacca, una mano con le dita incollate in una muta richiesta di aiuto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Fu quella mattina che un gruppo di coatti griffati evidentemente esuli dall'impegno scolastico passarono li' con le mani trasudanti pizza con la&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#ffffff;"&gt;mozzarella&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#ffffff;"&gt;e umide di rugiada alla cocacola, le voci sgraziate a comporre una cacofonia di slogan da stadio nei confronti delle signore traboccanti sporte e spingenti carrozzine, in equilibrio precario su improbabili tacchi a spillo alle 9 di mattina.&lt;br /&gt;Fu quella mattina che il piu' alto e grosso del gruppo, la faccia rubizza e la testa rasata sul bomber paramilitare, non vide l'aiola grigia, e fini' rovinosamente a terra in un tripudio di bibita gassata e&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#ffffff;"&gt;mozzarella&lt;/span&gt; e &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;sugo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Avevo appena finito di depositare la scarna spesa quotidiana nella mia Golf, parcheggiata a pochi metri, e devo dire che la scena di quella montagna di carne e vernacolo romanesco ribaltata e spalmata sull'asfalto mi incuriosi', ma comunque meno del fatto che lui non si era mosso affatto: una pietra miliare sul ciglio del caos, nemmeno il cucchiaio&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffcccc;"&gt;rosa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="color:#ffffff;"&gt;delle dita sembrava essersi minimamente piegato alla violenza dell'urto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Ero pronta a tornare a casa, quando la situazione precipito'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La montagna si rialzo' scrollandosi briciole e cocacola come un cane dopo un tuffo nelle acque di Martignano. E il cane addento' l'osso, lanciandosi feroce contro la statua di sale&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#999999;"&gt;&lt;strong&gt;grigio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;, schiumando rabbia e sputando orgoglio ferito, mentre i compari di merendina si facevano attorno, catalizzando l'energia psichica del gruppo, e convogliandola sul loro amico, incitandolo a colpire forte quella immondizia invisibile, quell'ectoplasma solido, quella indegnita' di materia grezza.&lt;br /&gt;Quando il primo colpo di stivale si abbatte' sul suo fianco, quasi mi tappai le orecchie per attutire il rumore delle ossa frantumate e quasi mi coprii gli occhi per non vedere sbriciolarsi la figura ancora immobile e a capo chino.Ma non percepii crac e non vidi volare frammenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo si congelo' come una scena di Matrix, la scarpa dalla para pesante e le punte metalliche sembrava incollata sull'omero della figura in&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#666666;"&gt;&lt;strong&gt;grigio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Registrai meccanicamente un rumore sordo di cuoio e metallo e gomma su granito e vidi la massa stupita del gigante riportare a terra il piede e alzarlo ancora e colpire ancora, nello stesso punto e poi ancora ma sulla testa, sulle gambe, sul naso, e ciononostante nulla si mosse se non le onde del suono martellante di materiale di stivale che colpisce la pietra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tum tum tum tum tum tum tum tum.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritmo e la forza dei colpi scemo' incredula, il cerchio di astanti perse consistenza, smarri' coesione, comincio' ad allargarsi come cavalli in quadriglia per poi perdere simmetricita' e diventare un cumulo di facce incredule mentre il grassone non ha piu' la stessa sicurezza non reagisce all'esperienza incredibile e non la sa inquadrare nella sua storia di scontri dietro una sciarpetta e fughe tra le siepi che circondano lo stadio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la scena riprese la velocita' della vita normale, si scollo' dalla melassa spaziotemporale e il gruppo si rianimo', liquido' la faccenda con qualche imprecazione e i soliti slogan, si fece grande di colpire ancora, stavolta a turno, la forma&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;grigia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="color:#ffffff;"&gt;e poi, piano piano, si allontano', una mano in tasca e l'altra ancora armata di pizza al&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;sugo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; e &lt;span style="color:#ffffff;"&gt;mozzarella&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Mi avvicinai cauta al&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;grigio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="color:#ffffff;"&gt;e per la prima volta depositai tra quel cucchiaio proteso e immobile, una moneta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante io torni ogni giorno in quel supermercato, ed ogni giorno ormai lasci a quel destino &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#999999;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;grigio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;l&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;a moneta con cui avevo liberato il carrello, quella fu l'unica volta in cui mi parve di scorgere, in quello spartitraffico dell'umano viavai, un sorriso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-5173299721889513069?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2007/11/avventura-numero-33-il-grigio.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-422193780462645016</guid><pubDate>Tue, 13 Nov 2007 08:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-11-23T11:32:57.708+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 32 -- Lo Smilzo e il Chioccia --</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RzlkS9Gxw4I/AAAAAAAAAhI/sceQaLNL2bY/s1600-h/GuerrigliaARoma.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5132243527168803714" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RzlkS9Gxw4I/AAAAAAAAAhI/sceQaLNL2bY/s400/GuerrigliaARoma.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;SMILZO &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nun capisco che succede stasera.&lt;br /&gt;Me so' svejato tardissimo che ieri sera c'era quer cazzo de rave a Palmarola, e ancora cio' un mal di testa assurdo.&lt;br /&gt;Me so' preso un caffe' e so' scappato ar club, ma erano tutti allucinati e annaveno de corsa, cosi' ho preso lo scooter e ora ecchime qua, alla palla della Sud.&lt;br /&gt;Chioccia e' esaggitato piu' der solito.&lt;br /&gt;Commanna a destra e a sinistra, organizza, e tutti obbedischeno, ognuno pare che cia' un compito preciso.&lt;br /&gt;Colla coda dell'occhio vedo er Ciancica e Femore che tirano fori dalla macchina i bastoni, e intanto sento veni' una gran caciara da lungotevere, e ecco che ariveno un gruppo de lazziali.&lt;br /&gt;Malimorta', che cazzo ce stanno a fa' questi qui stasera che gioca la Roma... accelero er passo e subbito so' de fianco a Chioccia... "A Chio', ce stanno li cuggini, ecchili che ariveno.. ma che vonno questi aho', ma che so' matti, scoppia un macello scoppia..."&lt;br /&gt;Er Chioccia me guarda sornione e me dice de tranquillizzamme:"Sta carmo, a Smilzo, e levate la cipiccia dall'occhi. E' tutto sotto controllo, anzi, vie' co' me che annamo a parla' cor Banana, er capo loro...'&lt;br /&gt;Nun me fido troppo, pure se er Chioccia sembra sicuro de quello che dice. Lo seguo un passo dietro, pronto a paraje er culo ar primo cazzotto che vola. E invece er Chioccia e er Banana se danno er cinque, se scambiano du' parole decise, sento parla' de la caserma a Guido Reni e der Coni, poi li lazziali fanno dietrfront e partono de corsa a raggera verso ponte Duca D'Aosta.&lt;br /&gt;Chioccia appare soddisfatto, me abbraccica alle spalle, lui ch'e' arto quasi du' metri co' quer cranio pelato penso sempre che me sta pe' stritola', e invece e' sempre gentile, forse perche' so' l'urtimo arivato ner gruppo e so' pure er piu' pischello. Dice che me deve parla', che cia' na missione pe' me....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;CHIOCCIA&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Tutto procede per il meglio.&lt;br /&gt;Macchia Nera m'ha chiamato ner pomeriggio, e m'ha spiegato tutto pe' filo e per segno.&lt;br /&gt;So' dumila euri che me fanno comodo, ma questi so' cazzi mia e mejo che l'artri nun sanno gnente. Lo smirzo e' rincojonito come ar solito nun sa' gnente de quello ch'e' successo oggi.&lt;br /&gt;Se guarda attorno spaurito, me tocca fomentallo prima che se caca sotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"A smirzo vie' qua che stasera c'e' bisogno de tutti. Hanno ammazzato uno dei nostri, smirzo, uno dei nostri, l'hanno ammazzato come un cane in mezzo a la strada...'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo smirzo barcolla coll'occhio spalancato, se vede che er regazzino e' tenero, pero' cia' la grinta giusta, perche' allo spavento iniziale se sostituisce la rabbia, quella cieca, quella che viene da dentro quanno sei vittima de un'ingiustizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Uno de noi? ma 'ndove? ar clubbe? ma chi e' stao a Chio'... je la dovemo fa' paga'.."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"None, no ar club... in autostrada.. era un tifoso come noi, un lazziale... nun fa' cosi' semo tutti uguali quanno un bastado cellerino te punta 'na pistola alla tempia e te brucia er cervello.... stasera e' guera je la dovemo fa' vede a tutti chi semo, nun ponno spara' manco a un merdoso lazziale, che' noi ULTRAS je mettemo a fero e foco la citta'..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Smilzo e' perplesso, ma diggerisce l'informazione che un cellerino ha sparato, e pare pronto a partire.&lt;br /&gt;E' ancora pisquo, pero', nun posso fa' affidamento pieno su de lui... lo manno cor gruppo meno convincente a fa' er picchetto sur ponte, che nun devono fa' passa' nisuno... lo smirzo se arza la sciarpetta fino a sotto l'occhi, se cala er cappuccio alle sopracciaglia, che je rimangheno fori solo l'occhi spiritati... me da' er cinque, e parte de corsa coll'artri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' ora che chiamo Macchia Nera e che lo tengo informato.&lt;br /&gt;Poi me tocca da' er buon esempio, tanto stasera li cellerini se cacheno sotto, e nun reaggiscono...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;SMILZO&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;So' le due de notte quanno rientro.&lt;br /&gt;Puzzo de sudore, sigarette, cannabis, e de paura.&lt;br /&gt;Mi padre e' in piedi, cia' er secondo turno de notte. Ma tanto ce lo so che sarebbe stato svejo lo stesso, e' sempre svejo quanno io sto' fori fino a tardi... anche se cerca de nun fassene accorge. Lo trovo in cucina, colla divisa da guardia giurata stirata perfetta, che da un uomo solo nemmeno te lo aspetti. E' uno preciso mi padre.&lt;br /&gt;Me guarda e pare che aripija colore. "Aho.. ma hai sentito che macello... Roma e' a fero e foco, stasera... meno male che me tocca l'EUR, e' la prima vorta che so' contento de anna' a lavora' lontano... ma tu ndo sei stato fino a quest'ora..."&lt;br /&gt;Nun cio' core de raccontaje la serata passata sotto la pioggia a imbrutti' a la gente drento a le machine. Come faccio a riccontaje li motorini che avemo buttato pe' tera, li cassonetti a foco e quella Vorvo che li' vicino s'e' appicciata come un furminante..."Ero da Sergio a copiamme l'appunti de scola che domani c'e' er compito in classe..."&lt;br /&gt;Lo vedo che nun ce crede tanto, anche perche' so' entrato co le mano in saccoccia e senza uno straccio de fojo in tasca... sospira, se infila quer berretto che fa tanto carrubba, se sistema quella pistoletta che pare plastica che nun je servirebbe a gnente in caso de bisogno... si quarche jena l'aggredisse... me se avvicina, me fa una carezza... nun me ricordo l'urtima carezza de mi padre... me saluta, esce.&lt;br /&gt;Me immaggino poraccio che faccia avrebbe fatto si abbitavamo ar Fleminghe e se fosse ritrovato la vecchia Duna bruciata come quella Smart che come una torcia illuminava la strada a giorno...&lt;br /&gt;Me accenno una paja e me butto sur letto.&lt;br /&gt;Nun so' perche' ma so' tanto stanco...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-422193780462645016?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2007/11/lo-smilzo-e-il-chioccia.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RzlkS9Gxw4I/AAAAAAAAAhI/sceQaLNL2bY/s72-c/GuerrigliaARoma.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-109211288621196997</guid><pubDate>Tue, 30 Oct 2007 13:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-11-23T11:32:47.682+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 31 -- Fiocco rosa... o quasi... --</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/Rycw3qwBgnI/AAAAAAAAAd0/3-iXoNZ6ihU/s1600-h/fioccorosa.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127120433711252082" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/Rycw3qwBgnI/AAAAAAAAAd0/3-iXoNZ6ihU/s320/fioccorosa.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Alle sei di mattina, mentre il sole faceva capoccella da dietro i palazzi del quartiere popolare che si estendeva grumoso sulla piana campestre attorno, Giovanni trovo' Francesco sul terrazzo dell'esclusiva clinica privata, gestita ovviamente da suore, dove aveva visto i natali la di lui primogenita.&lt;br /&gt;Francesco, vestito di tutto punto manco fosse invitato ad un matrimonio - completo gessato grigio fumo di londra, scarpe church traforate a mano, cravatta regimental con nodo modello boing 747, camicia con colletto a triplo bottone su tre piani e polsini che si estendevano su per l'avambraccio fermati da due chicchere di Cartier - quasi non si accorse dell'arrivo dell'amico, immerso com'era in chissa' quali pensieri.&lt;br /&gt;"Daje, frate', fumate na paja!" esordi' Giovanni, con il pacchetto di bionde da cui spuntava invitante il filtro di una Malboro 100s.&lt;br /&gt;Francesco si riscosse parzialmente emergendo dal mondo immaginario in cui era precipitato, e con aria scocciata respinse l'offerta: "Ma che paja e paja, ce lo sai che nun ho mai fumato... sempre co' ste sigherette.. e nun fa' er porcile de cicche come er solito tuo, che qui er posto e' schicche e le sore se incazzeno.. e lo sai quanno se incazzeno le sore..."&lt;br /&gt;"Iiiiiiiih, Gesugiuseppemariaerbuelasinellolapecoraelagnello, che sara' mai, pe' na cicca.... ma armeno, sta pupa, t'e' nata oppure se ne sta ancora al calduccio, eh!?!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco si sottrasse alla cortina fumogena che avvolgeva l'amico, e mestamente rispose: "E' nata, come no, e' nata ieri sera alle 7..."&lt;br /&gt;"E daje! che ficata aho, mo' sei padre! Come ce se sente eh, come ce se sente... Daje, fumete na ciosba e ricconteme li pensieri piu' riconditi che ciai!" esplose festoso Giovanni.&lt;br /&gt;"Innanzitutto sarebbe reconditi, non riconditi, mica so' facioli all'ucelletto, so' pensieri... e secondo poi, t'ho detto che nun fumo, nun ho mai fumato, figurete se cio' intenzione de comincia' adesso che a casa me vie' la pupa..."&lt;br /&gt;"Eh vabbe' riconditi, sconditi.. come te pare... ma dimme come stai, che invece de fa' li sarti de gioia me pari come si te fusse morto er gattaccio... aho, ma nun e' che tu moje... la regazzina... oppercaritadeddiocheersignorecescampielliberidarpeccatosicuridaogniturbamento..."&lt;br /&gt;"None, la madre e la fija stanno na' crema, dormeno tutt'e ddue..." lo tranquillizzo' Francesco, prima di cominciare a mostrare qualche crepa nel suo impenetrabile muro di riservatezza: "Loro stanno bene, te dico... e' er padre che... insomma.."&lt;br /&gt;Giovanni si strinse all'amico con premurose attenzioni: "Ommannaggialipescettisenzaspinefantreettifantreettideverduraerdottoretelamisura, e che te senti? te gira un tantinello la capoccia? E' normale, si hai dormito poco, mo' lo sai che famo? Uscimo a pijasse un ber caffettino co' na bomba ar cioccolato, leggera e nutriente, e poi ce fumamo sopra na' bella sigheretta e vedrai...."&lt;br /&gt;"E vedrai che me viene prima er cacarone e poi la broncopormonite, venissero a te, ar barista e a ste cazzo de sigherette.. none, nun cio' fame e nun vojo comincia' a fuma', vabbene..."&lt;br /&gt;" Vabbene, vabbene, era un modo de di'.. ma che te pija, pare che te sei fumato un pacchetto de Camel senza filtro... nun te incazza' e' un modo de di' pure questo... insomma, invece de esse contento de sta regazzina, me pare che te rode er culo.."&lt;br /&gt;"Nun me rode er culo... so' preoccupato... vedi' Giova'... e' da stamani che ce penso... ste regazzine de oggi... tutte a rifasse er naso pe' corpa de la cocaina..."&lt;br /&gt;"Ossantoersignorediodelluniverso, cia' manco ventiquattr'ore sta regazzina e tu gia' pensi alla cocaina..."&lt;br /&gt;"... lasseme fini' Giova'.... co' sti nasi rifatti, er culo rifatto, er seno rifatto... se imbucheno ne le discoteche dove fanno le selezzioni pe' fa' le Pupe e i Secchioni... poi mischiano er Pakistano cor Brandy... torneno a casa cor trucco che je cola...&lt;br /&gt;Er giorno dopo a scola nun ce vanno.... se arzeno, magnano du' Muesli e aripartono pe' anna' chissaddove, armate de cellulari coi video girati in classe...."&lt;br /&gt;"Fijo bello, er mondo e' un macello, ce lo so, ma santiddiochedallassucevedieceproteggi, crescera' sta regazzina, je darai l'educazzione mijore, ce impronterai er dialogo, la farai cresce dritta come un fuso..."&lt;br /&gt;"si ma vedi, Giova', nun e' tanto tutto questo che me preoccupa.... so' le congiunture astrali..."&lt;br /&gt;Giovanni cominciava a nun capirci piu' niente, per cui spense la sigaretta in un vaso di ortensie, senza pensarci ne accese subito un altra e per poco non cadde nella tentazione di offrirne una ancora a Francesco, che comunque ignoro' la mezza profferta, perso ormai nei suoi complicatissimi ragionamenti.&lt;br /&gt;"Vedi Giova'.... ieri era l'anniversario de Paparelli... la Lazzio ha preso na scanizza assurda coll'Udinese.... io a fantacarcio so' stato arotato come un pedone in mezzo all'autostrada Roma Napoli alle tre de notte senza giacchetto giallo...."&lt;br /&gt;"Embe'?!? Che cazzo centra questo co' tu fija?"&lt;br /&gt;"Aspetta Giova'.... mettice pure che questa e' femminuccia, e nun cia' gnente de celeste intorno... tutto rosa, bianco, giallo, rosso..."&lt;br /&gt;"Ariembe'? nun te seguo, France'... nun te seguo..."&lt;br /&gt;"A Giova'... e si per caso me fosse nata na fija de la ROMA? Che me impara a di' "Totti" prima de "Babbo", che me se metta a ciuccia' er ditone davanti tutto er giorno... che me se metta a canta' " 'Oma 'Oma 'Oma " che obiettivamente "unaquilanercielo" e' piu' difficile... che mano mano che me cresce me riempie la stanzetta de foto de Cerci... che per compleanno me chiede er profumo Chanel... che me tappezza li davanzali e er pianale de la machina de millepiedi giallorossi... Oddio, Giova', che faccio si sta fija mia me viene della Roma, eh? Che faccio?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanni sbuffo' fuori un cerchio di fumo che gli avvolse la testa a mo' di aureola.&lt;br /&gt;Poi, tiro' fuori il pacchetto di Marlboro, accese una sigaretta con il mozzicone di quella che stava ancora fumando, e fatti due tiri violenti per accertarsi che fosse accesa, la incastro' ben bene tra le labbra di Francesco.&lt;br /&gt;Entrambi in silenzio si rivolsero verso la vallata, verso quel taglio di sole cosi' sfacciatamente accecante, cosi' arditamente giallo, e cosi' gagliardamente rosso, che fece loro male agli occhi.&lt;br /&gt;E forse anche al cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dedicata alla nuova arrivata in casa C., Ilaria ... ma soprattutto, al di lei padre...&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-109211288621196997?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2007/10/fiocco-rosa-o-quasi.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/Rycw3qwBgnI/AAAAAAAAAd0/3-iXoNZ6ihU/s72-c/fioccorosa.gif' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-5668473865268250933</guid><pubDate>Wed, 10 Oct 2007 07:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-11-23T11:32:37.135+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 30 -- Bamboccioni --</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RwyA7gzDMqI/AAAAAAAAAZw/NHPi_8TuELY/s1600-h/rigatonipajata.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119608636318102178" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RwyA7gzDMqI/AAAAAAAAAZw/NHPi_8TuELY/s320/rigatonipajata.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jennifer torno' a casa che erano ormai le 8 di sera.&lt;br /&gt;Dopo una estenuante maratona telefonica come operatrice outbound presso una societa' di telemarketing per la promozione di una nuova fantastica carta di debito internazionale, Jennifer desiderava soltanto mangiarsi un boccone per poi annichilirsi l'esistenza di fronte agli addominali di Coco sull'Isola dei Famosi.&lt;br /&gt;Fu con sommo stupore prima e con massimo sgomento poi che, entrata nella sua cameretta ancora arredata con i mobili guarniti di api e orsacchiotti di quando era bambina, ma dalle pareti tempestate delle foto ose' di Ciavarro a torso nudo e Walter Nudo e basta, trovo' armadi e cassetti svuotati e un bel paio di Samsonite ad attenderla ai piedi del letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripresasi dal mezzo coccolone iniziale, decise di prendere il toro per le corna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Toro che in questo caso aveva le sembianze di mamma Iole, marchigiana d'origine, casalinga per vocazione, juventina di nascita e la parannanza tatuata sulla tutona Robe di Kappa informe che indossava praticamente per 24 ore al giorno, tutti i giorni salvo la domenica e le feste comandate, quando una capatina in chiesa era d'obbligo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mamma Iole seguiva una nuova dieta strappata da un vecchio numero di Confidenze trafugato dal parrucchiere, ma evidentemente la fretta con cui aveva effettuato lo strappo aveva fatto si' che le grammature consigliate erano risultate monche di alcune delle cifre meno significative. Lei aveva comunque risolto a modo suo, aggiungendo zeri a destra a piacimento e secondo la propria inclinazione, ("tanto li zeri nun conteno gnente" soleva ripetersi), cosicche' i 50 grammi di pasta originali erano diventati senza batter ciglio 500, e analoga sorte era toccato ai grammi di pane, ai cucchiaini di olio, e cosi' via.&lt;br /&gt;In ogni caso, Jennifer la trovo' a naso, intenta a scolare un mezzo chilo di rigatoni da ripassare in padella con la pajata ("leggerissima, nutriente e economica ma soprattutto tarmente bbona che coi rigatoni e' la morte sua", diceva sempre la madre).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"A ma', ma che succede, che ce risfrattano nantra vorta? no perche' mo' che c'eravamo sistemati tanto bene ne sto residence pe' abbusivi cosi' vicino alla metro, me ce roderebbe parecchio..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mamma Iole cerco' minuziosamente un angoletto della parannanza sufficientemente sgombro dall'untume generazionale per pulirsi le manone, preparo' le due generose porzioni di pasta, si sedette in tavola e comincio' a mangiare senza profferire verbo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jennifer era scombussolata forte, ma era stata educata a non interrompere mai la cena leggera della madre ("gia' me tocca sta a dieta, armeno fateme gusta' sti du' fili de pasta" era la frase che inibiva qualsiasi tentativo di stabilire uno straccio di comunicazione a tavola) per cui sedette e inizio' svogliatamente a giocherellare con il cibo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver ripulito il suo piatto, Iole guardo' la figlia con aria di disapprovazione, e senza batter ciglio si sottomise all'arduo destino di non veder andar sprecato tutto quel ben di Dio, per cui si sacrifico' spazzolando ben bene anche la porzione, praticamente intatta, di Jennifer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terminato il frettoloso ma pantagruelico pasto, Iole si accinse a dare la ferale notizia alla figlia...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Jennina, nun ce sfratta nisuno. Sei tu che te ne vai..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Come me ne vado, mamma', ma che t'ho fatto... ce lo so che a casa nun t'aiuto tanto, ma tu lo vedi che razza de vita, tutto er giorno fori de casa pe' racimola' du' sordi, sempre coll'orecchio arintronato de parole gentili tipo 'lo sai ndo te la devi mette la carta de debbito?', quanno arivo a casa so' sfatta, ma'... si questa e' la questione, cerchero' de mijora', te lo prometto..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Iole assunse un'aria comprensiva: "Core de mamma tua, a parte che so' anni che dici che mijori ma io ancora ariccorgo le mutanne tue ai piedi der lettino che nun te sei mai rifatta da sola... ma tu sei sempre mi fija e mamma tua te vole bene, e fino a che me mantengo in forma co' la dieta de Confidenze, aivoja a mutanne che posso raccoje... e' solo che ormai hanno fatto la legge e e' ora che te ne vai pe' conto tuo..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"come hanno fatto la legge ma'? e che legge e', na legge che caccia la gente da casa e dall'affetti famijari senza motivo? E chi l'ha fatta, sta legge, Lotito che vole caccia' noi Irriducibbili dallo stadio?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"None, gnente Lotito, quello sta a fa li sopralluoghi a Varmontone... E' er ministro Padoaschioppa che ha detto che a tutti sti regazzi che a 30 anni ancora stanno co' li genitori nun je fa bene continua' cosi', che resteno bamboccioni... allora vole elggifera' che ve da' 1000 euri all'anno se ve ne annate da casa e incominciate a favve la vita vostra invece de sta sempre intorcinati attorno alle gonne de mamma..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jennifer resto' per un attimo senza parole, poi inizio' a piangere sommessamente. Mamma Iole si alzo' dalla sedia, le si avvicino' e silenziosa le inizio' a carezzare il capo, come faceva da quando sua figlia era bambina: "Daje, Je', nun piagne, a me me dispiace che vai via e che resto sola, ma me dispiacerebbe de piu' che me diventi bambocciona..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jennifer ricaccio' indietro l'ultima lacrima, e con tutto l'orgoglio che aveva dentro replico': "A ma', ma che bambocciona, e' da quanno ho finito la terza media che lavoro da tutte le parti; ho fatto la barista, le pulizie, la babysitter, la bagarina allo stadio, er volantinaggio, la sciampista, la pedicure, er porta a porta... mo' cio' sto contratto a progetto pe' spigne ste cazzo de carte che gia' che se chiameno de debbito la gente scappa che de buffi ce ne ha a iosa.... ma tu hai capito che 1000 euri all'anno so' 90 euri ar mese che nun ce paghi manco er posto auto in garage? e a me ndo' me vorrebbe parcheggia', er ministro tuo, sotto ponte Duca D'Aosta che pure li' ce sta er racket de li polacchi che na' baracca de cartone a trovalla costa 200 euri ar mese? Fa na cosa, ma', dije a Padoaschioppa quello che me dicheno a me quanno li chiamo pe' spigneje la carta de debbito: che se la strisciasse in mezzo alle chiappe der culo..."&lt;br /&gt;Travolta da cotanto sfogo, mamma Iole lascio' che la figlia si alzasse, sparecchiasse rapidamente la tavola e lavasse le stoviglie. Solo piu' tardi, mentre si coricava stancamente nel lettone a due piazze tristemente vuoto da tanti, troppi anni, si rese conto che era la prima volta che la figlia aveva fatto una faccenda domestica.&lt;br /&gt;"Bambocciona de mamma...", penso'.&lt;br /&gt;E si addormento' con sul volto dipinto un largo sorriso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-5668473865268250933?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2007/10/bamboccioni.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RwyA7gzDMqI/AAAAAAAAAZw/NHPi_8TuELY/s72-c/rigatonipajata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-74341611448211566</guid><pubDate>Wed, 26 Sep 2007 13:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-11-23T11:32:27.266+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 29 -- Transumanza --</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RvpnxVG32YI/AAAAAAAAAXU/4I-74SJlvAM/s1600-h/transumanza.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5114514424009841026" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RvpnxVG32YI/AAAAAAAAAXU/4I-74SJlvAM/s320/transumanza.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;"Coccige, cumpa' che brutta cera che ciai!"&lt;br /&gt;Sisto alzo' gli occhi dal boccale di birra mezzo vuoto e fisso' per un attimo Ubaldo senza quasi vederlo. Il locale, pomposamente chiamato "La Vacca Stracca" aveva la pretesa austerta' di un fumoso pub irlandese, anche se i poster della Ferilli colla maglietta di Totti rivelavano senza dubbio alcuno che ci si trovava in piena campagna Feroniana, alle porte di Roma.&lt;br /&gt;Alle 9 di mattina, il posto brulicava di albanesi e rumeni intenti nel loro breakfast a base di birra e panini con la pancetta arrotolata, e di qualche avventore locale che in barba alle correnti normative antifumo nei locali pubblici, si ristorava i polmoni con una bella nazionale senza filtro.&lt;br /&gt;"Coccige, cumpa, che ce fai qui a st'ora... nun ciavevi da da' l'acqua ramata all'ulive?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente Sisto mise stancamente a fuoco Ubaldo, prima di riposizionare gli occhi acquosi all'interno del boccale di birra, dentro al quale rituffo' il naso e dal quale riemerse solo quando nello stesso non era rimasto che un leggero velo di schiuma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sisto si puli' egregiamente il barbozzo con la manica della giacca stazzonata, e replico' stancamente al suo interlocutore, che intanto aveva ordinato il drink della casa, "Lu Bicchiere 'nfocato", strano miscuglio di birra, ginger, aperol e peperoncino: "A Uba', oggi lasseme perde che nun c'e' trippa pe' gatti... mo' se te piace se scolamo na birozza in santa pace, senza parla' de campagna, de bestie, de lavoro, e poi scappo che devo d'anna' a fa' un sopralluogo a Varmontone.."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ihhhhh, cumpa', e che t'e' successo mai... t'hanno licenziato da lu lavuru? Nun te preoccupa', che pe' i mezzi parendi c'e' sempre posto nell'azzienna de famija, pe' fortuna li cristiani crepano sempre e un bon cassamortaro ce fa sempre commodo... puro si tu' sei muratore, er mestiere te lo 'mpari facile, e tutto se risorve.... come dice er motto de famija "Mori che ridi che si piagni tanto mori uguale!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"None, ma che licenziato e licenziato... magara lu padrone me licenziasse, che de sto lavoro che pare che se pijamo io nun vorrebbi sape' gnende..."&lt;br /&gt;"Ma perche', che lavoro ha preso issu? La costruzzione de lu novu cambusanto dietro a le Ferciare?"&lt;br /&gt;"Aho, ma tu sembre a li morti pensi... magara, fusse lu campusantu, magara... e' molto peggio, molto, molto peggio..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ubaldo a questo punto era davvero incuriosito, cosi' ordino' pure un boccale di birra per il suo triste amico (peraltro mezzo parente, perche' nipote della sorella della cognata della moje), e torno' all'attacco:" Mo' peggiu de lu campusantu a le Ferciare... coccige, cumpa', e che sara' mai, un'antra aggenzia de cassamortari? Nun me di' che ne costruiscono n'antra, che co sta concorrenza ormai li morti tocca accaparrasseli da vivi... penza che io vojo fa' una promozione speciale: la cassa da morto in nuda proprieta'... si la compri oggi, la paghi meno de quanno sei morto, e piu' sei giovane e meno la paghi..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sisto trangugio' la birra quasi per intero, sollevo' gil occhi ormai arrosati con aria irosa, e sbotto': " ma che gnuda proprieta' e camposanti e pompe funebri... e' no stadio, pare', e' no' stadio novo novo".&lt;br /&gt;"Fresca, lo stadio... e che ce deveno da fa' a Varmontone co' lo stadio novo... nun giocano in Promozzione? Ciavranno si e no' ducento sciamannati pe' vede le partite de lu Valmontone.."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E 'nfatti nun e' pe lu Valmontone, lu stadio... ma nun li leggi li giornali, pare'? E' pe' la Lazzio..."&lt;br /&gt;Una boccata di acido, solo in parte dovuta a "Lu Bicchiere 'nfocato", roteo' votricosamente lungo la laringe di ubaldo, che non credeva alle proprie orecchie: "La Lazzio? Ma tu dichi popo la Lazzio quella de la serie A, quella che gioca la Coppa de li Cambioni, quella de Chinaglia Maestrelli Piola Gascoigne Nedved Casiraghi Peruzzi Pandev Rocchi Oddo Nesta RubenSosa ErCileno Reccecconi Wilson Pulici..."&lt;br /&gt;..." e di tutti li mejo mortacci che porti a lu campusantu, sine, la Lazzio, popo la Lazzio, a Uba'... pare che Lotito ce vo' costrui' lu stadio novo a Varmontone, e siccome lu padrone mio ce sta ammanicato che lo conosce tramite quello de RadioRadio, inzomma dovemo anna' a fa' nu sopralluogo vicino a lu casello dell'autostrada, indove fanno li fochi d'artificio.."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Coccige, cumpa', ma questa e' na notizzia bomba... ma te pare che se fanno le partite de la Lazzio a Valmontone, quanti sordi gireno da quelle parti..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A sentire il pragmatismo dell'amico, Sisto esplose: "Sordi? E tu davanti a cent'anni e piu' de gloriosa storia lazziale me parli de sordi? E quanno ce pijera' per culo tutto lo stivale perche' semo annati a gioca' indove pascemo le pecore, che fai conti i sordi? Ma te renni conto che figura demmerda a livello internazzionale, le risate de li cuggini che invece der gajardetto ce chiederanno na forma de cacio, che 'nvece de esse quotati alla borza de Milano ce quoteranno ar Varmontone Outlette, e quanno andremo in trasferta ce diranno che famo la transumanza... tu si' peggio de issu, de stu cazzu de Lotito che ce vo' fa' diventa' burini pure si ner sangue semo de nobbili origgini.. e me ne frego si lu padrone mio costruisce lu stadio a Varmontone e si anche ce stesse da guadambia' na fortuna, io l'onore de la Lazzio mia nun ce la scambierei manco pe' tutto l'oro der monno".&lt;br /&gt;Sbattendo il bicchiere sul tavolo, Sisto si alzo di scatto e lascio' il locale sotto lo sguardo ignaro di quasi tutti i presenti, che in quanto tutti extracomunitari, non avevano capito nulla del suo sproloquio.&lt;br /&gt;Ubaldo fini' con calma il suo drink, ne ordino' un altro, poi tiro' fuori un bloc notes e un mozzicone di matita, e comincio' a fare improbabili calcoli su quanto gli avrebbe reso trasferire la sua ditta di lapidi e casse da morto in prossimita' del nuovo stadio biancoceleste, dove era certo avrebbe avuto un ritorno economico fantastico. Gli venne in mente pure una nuova promozione: chi avesse comprato una cassa "Forza Lazio", avrebbe ricevuto in omaggio l'abbonamento alla Curva Nord. A vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-74341611448211566?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2007/09/transumanza.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RvpnxVG32YI/AAAAAAAAAXU/4I-74SJlvAM/s72-c/transumanza.gif' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-3604865596594566501</guid><pubDate>Tue, 18 Sep 2007 11:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-11-23T11:32:15.525+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 28 -- Annunciazione --</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/Ru-5nq-Z8rI/AAAAAAAAAWU/7zk_JWENT2U/s1600-h/saturno.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5111508193290875570" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/Ru-5nq-Z8rI/AAAAAAAAAWU/7zk_JWENT2U/s320/saturno.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/Ru-46a-Z8qI/AAAAAAAAAWM/G6H_yUT0u-k/s1600-h/saturno.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio Intergalattico dei Grandi Vecchi si apri' in pompa magna.&lt;br /&gt;Gli &lt;strong&gt;Sconcerts&lt;/strong&gt;, strani animali a collo alto che costituivano di fatto la Tribuna Stampa dell'Evento, avevano collegato i loro pseudopodi ai terminali di registrazione: mediante esse ogni singolo dettaglio delle Decisioni del Consiglio sarebbero state sparate letteralmente ai quattro angoli della Galassia, codificate nei vari idiomi e linguaggi delle innumerevoli Razze senzienti, dai &lt;strong&gt;Kakoni&lt;/strong&gt; del pianeta &lt;strong&gt;Hristo&lt;/strong&gt; con il loro fonema in endecasillabi storpi alle razze aracnomorfe dei pianeti della &lt;strong&gt;Fascia di Kapitan&lt;/strong&gt;, il cui alfabeto era una sequenza costante di spruzzi di saliva ad alto contenuto alcolico.&lt;br /&gt;Si stimava che quanto il Grande Vecchio, Sua Magnificenza &lt;strong&gt;Don Adons&lt;/strong&gt; del pianeta &lt;strong&gt;Azur&lt;/strong&gt;, avrebbe declamato in apertura del Consiglio, sarebbe stato ascoltato, percepito, immagazzinato, scritto e applaudito, da circa sedici milioni di triliardi di individui, appartenenti alle innumerevoli razze senzienti della Federazione InterGalattica Celeste (&lt;strong&gt;FIGC&lt;/strong&gt;).&lt;br /&gt;Non appena i cinque soli di &lt;strong&gt;Cover Ciano&lt;/strong&gt;, il pianeta rosso scelto come sede dell'evento in quando al centro della Galassia e come tale anche residenza del Consiglio Intergalattico, si furono allineati a formare il simbolo di &lt;strong&gt;Olimpia&lt;/strong&gt;, il fragore dell' &lt;strong&gt;Inno di&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Mam Eli&lt;/strong&gt;, suonato all'unisono dalle protuberanze infiorescenti dei Maestri Cantori del Pianeta &lt;strong&gt;Nabuc&lt;/strong&gt; invase l'ampia vallata fronteggiante il Palazzo del Consiglio. Piu' di due milioni di umanoidi, quadrupedi, rettili, anfibi, insetti e pesci, in rappresentanza dei Pianeti della &lt;strong&gt;FIGC&lt;/strong&gt;, esplosero il loro entusiasmo, in un tripudio di fischi, latrati, bestemmie e cacofonie prodotte dai piu' inaspettati orifizi.&lt;br /&gt;Quando pero' il Vecchio &lt;strong&gt;Don Adons&lt;/strong&gt; apparve in cima alla Scala del Palazzo, circondato dalle vesti multicolori delle Vergini PonPon del Pianeta &lt;strong&gt;Elkan&lt;/strong&gt;, l'atmosfera raggelo' in un silenzio innaturale e denso di attesa.&lt;br /&gt;Il Gran Ciambellano &lt;strong&gt;Gal Ian&lt;/strong&gt; percosse il terreno con la &lt;strong&gt;Sacra Nerk&lt;/strong&gt;, simbolo universale di fecondita', e tutti gli astanti appoggiarono a terra l'equivalente delle chiappe umanoidi di cui erano dotati, mentre in tutta la &lt;strong&gt;FIGC&lt;/strong&gt; gli indici di ascolto polverizzavano tutti i record mai stabiliti in passato, compreso quello, che resisteva da millenni, che aveva visto sintonizzarsi sul capolavoro cinematografico "&lt;strong&gt;Jenna Alla Conquista Di Marte&lt;/strong&gt;" quasi la meta' della popolazione della &lt;strong&gt;FIGC&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Fu allora che &lt;strong&gt;Don Adons&lt;/strong&gt; prese la parola, pronunciando le fatidiche parole "&lt;strong&gt;HERME JO JOKAT ORE DERMO NNOSE KI AMAFRA NCES COTOTTI&lt;/strong&gt;" .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ebbe inizio la Festa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;[Dalle "Cronache Della SerieA, Primo Libro, Capitolo V - "La Genesi"]&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-3604865596594566501?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2007/09/annunciazione.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/Ru-5nq-Z8rI/AAAAAAAAAWU/7zk_JWENT2U/s72-c/saturno.gif' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-5569915663828647857</guid><pubDate>Wed, 29 Aug 2007 14:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-11-23T11:30:39.291+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 27 -- Virus dei nostri tempi --</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RtWDwnfe3MI/AAAAAAAAAUE/Riz7NsHszgQ/s1600-h/Virus.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104130623952313538" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RtWDwnfe3MI/AAAAAAAAAUE/Riz7NsHszgQ/s320/Virus.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Er &lt;strong&gt;fancazzismo&lt;/strong&gt; e' una sorta de virus che te piomba nell'anima all'improvviso.&lt;br /&gt;Li sintomi piu' evidenti sono: sbadiglio pecoreccio, aria stralunata, capello "un attimino" sconvolto, barba incolta, scarpe slacciate, patta aperta.&lt;br /&gt;L'ecosistema dove vive er &lt;strong&gt;fancazzista&lt;/strong&gt; e' abbastanza tipico, a quarsiasi latitudine er &lt;strong&gt;fancazzista&lt;/strong&gt; si trovi: aria malsana, posaceneri traboccanti, cocce de bruscolini dappertutto, porvere che pare polistirolo espanso su tutta la mobilia, armeno 5 sacchi de monnezza maleodorante buttati sur barcone, macchina-deposito con immancabile "Lavami, zozzone!" scritto sur lunotto posteriore da un &lt;strong&gt;Esaurito&lt;/strong&gt; che indossava guanti de lattice per non lasciare impronte digitali.&lt;br /&gt;Er &lt;strong&gt;Fancazzista&lt;/strong&gt; lavora tipicamente in un Ministero, o in un posto tarmente grande da consentire ar &lt;strong&gt;Fancazzista&lt;/strong&gt; de mimetizzasse facirmente con l'ambiente circostante.&lt;br /&gt;Piu' raramente, er &lt;strong&gt;Fancazzista&lt;/strong&gt; lavora in proprio, e se lo fa, allora vor di' che se po' permette de nun guadambia' una ceppa per tutto er periodo in cui er viruss e' attivo.&lt;br /&gt;Er ceppo der virus der &lt;strong&gt;fancazzismo&lt;/strong&gt; attecchisce benissimo cor clima caldo, e infatti le epidemie de &lt;strong&gt;fancazzismo&lt;/strong&gt; piu' virulente se verificano ne li mesi estivi.&lt;br /&gt;La vita sociale der &lt;strong&gt;fancazzista&lt;/strong&gt; e' piuttosto particolare: o se ritira drento casa, in mutande (de solito sempre le stesse per tutto er ciclo de vita attivo der virusse) o anche a pendolo in bella mostra, oppure se riunisce con artra gente, ma solo se anche essa affetta dar virusse.&lt;br /&gt;Er gruppo solitamente se riesce a formare solo se le abitazioni sono pressappoco contigue, perche' er &lt;strong&gt;fancazzista&lt;/strong&gt; nun ce penza proprio a piglia' la macchina o peggio ancora li mezzi pubblici pe' passa' una serata in compagnia, piuttosto se mette in mutande o senza a fa' uno stanco zapping ner nulla del &lt;strong&gt;fancazzismo&lt;/strong&gt; televisivo nazionale.&lt;br /&gt;Er &lt;strong&gt;fancazzismo&lt;/strong&gt; colpisce tutte la categorie sociali, senza alcuna distinzione de razza, sesso, eta'.&lt;br /&gt;Puo' cosi' capitare, anzi, accade de sovente, de incontra' esemplari purissimi de &lt;strong&gt;fancazzisti&lt;/strong&gt; alle poste, ar bare, in banca, alla stazione, insomma in tutti i posti che ponno esse pure deserti, ma er &lt;strong&gt;fancazzista&lt;/strong&gt; te fa' fa la fila comunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Er nemico peggiore dei &lt;strong&gt;Fancazzisti&lt;/strong&gt; e' l'&lt;strong&gt;Esaurito&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se er &lt;strong&gt;Fancazzista&lt;/strong&gt; e' solitamente de sesso maschile, anche se alcuni esemplari di sesso femminile sono davvero pregevoli, l'&lt;strong&gt;Esaurito&lt;/strong&gt; e' tipicamente de sesso femminile.&lt;br /&gt;Le due tipologie hanno sintomi diametralmente opposti, per cui e' abbastanza facile distingue tra due soggetti chi e' l'&lt;strong&gt;Esaurito&lt;/strong&gt; e chi e' er &lt;strong&gt;Fancazzista&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;L'&lt;strong&gt;Esaurito&lt;/strong&gt; se lava li piedi tre vorte ar giorno, se trucca e/o se pettina pure quanno va a compra' le sigherette, riesce a crea' er panico drento casa per quante cose riesce a smucina' senza concludene manco una, c'ha un calendario de outlook che je manna avvisi ogni 5 minuti ma soprattutto cia' er chiodo fisso de anna' a rompe er cazzo ar &lt;strong&gt;Fancazzista&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Infatti &lt;strong&gt;Fancazzista&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Esaurito&lt;/strong&gt; tendono ad accoppiarsi, o per attrazzione sessuale oppure per congiunture astrali misteriose; in ogni caso, drento ad un ambiente chiuso, casa o ufficio che sia, non e' raro trovare sempre e comunque una coppia formata da un &lt;strong&gt;Esaurito&lt;/strong&gt; e da un &lt;strong&gt;Fancazzista&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Er difetto peggiore dell'&lt;strong&gt;Esaurito&lt;/strong&gt; e' che, nonostante se sprema tutto manco fosse un foruncolo, nun riesce mai a conclude un cazzo: infatti, la mejo cosa che je riesce e ' quella de cerca' de sprona' er &lt;strong&gt;Fancazzista&lt;/strong&gt; a dare un senso alla sua esistenza biologico-molecolare nonche' intimo-personale.&lt;br /&gt;Questo si scontra tipicamente con la massa inerziale generata dal virus &lt;strong&gt;fancazzista&lt;/strong&gt;, come si evince da questo raro reperto documentale trascritto da riprese effettuate mediante telecamere nascoste in una casa in cui si trovava una coppia &lt;strong&gt;Fancazzista&lt;/strong&gt; (maschio) - &lt;strong&gt;Esaurito&lt;/strong&gt; (femmina):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E:&lt;/strong&gt; "Allora, che famo, uscimo? Daje, vatte a da' na pettinata che me pari un porcospino... e poi cambiete quella camicia che er colletto ha fatto la crosta de sudiciume..."&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;F:&lt;/strong&gt; "Ma che uscimo, so' le due de pomeriggio, fanno 40 gradi all'ombra, in giro nun ce sta nisuno, e poi so' stanco... e che cazzo me la cambio a fa' la camicia, mica dovemo anna' a un matrimonio, a Roma nun ce sta nessuno, arispambiamo de lavatrice..."&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E:&lt;/strong&gt; "Perche' allora nun scenni in giardino a lava' la machina che e' zozza come na pornodiva e nun ce se po' sta drento manco co' la maschera antigasse da quante sigherette ce fumi..."&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;F:&lt;/strong&gt; "Ma guarda che le previsioni dicheno che tra due o tre settimane piove, che la lavo a fa', che poi se lava da sola..."&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E:&lt;/strong&gt; "Allora famo li conti der semestre che vojo vede si potemo taja' quarche spesa superflua, tipo er tuo abbonamento a Mediasette Premium pe' vede er pallone, l'Adsl pe' gioca' su Internet tutto er giorno, lo scuter che nun te cammina..."&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;F:&lt;/strong&gt; "Ma li conti famoli co' la Finanziaria de settembre che magara er tesoretto ce lo ridanno sotto forma de servizi gratuiti, e se l'Adsl diventa aggratisse che famo, nun se la tenemo... e poi io mica gioco tutto er giorno... aspetta n'attimo, che me stanno a bombarda' a quer gioco online che ce lo sai che ce gioco poco, ma guarda tu che sfiga me stanno a bombarda' popo adesso, mo' te do' retta..." [... omissis...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unica differenza sostanziale tra le due patologie, e' che mentre er &lt;strong&gt;fancazzismo&lt;/strong&gt; e' a carattere prevalentemente transitorio e tende a scomparire con l'attenutarsi della stagione calda, seppur con qualche sporadica ricaduta nei fine settimana e durante le feste comandate, er virus dell'&lt;strong&gt;Esaurito&lt;/strong&gt; e' praticamente una costante: na vorta che te lo becchi, nun te passa piu'.&lt;br /&gt;Se dunque pe' fronteggia' un caso grave de &lt;strong&gt;fancazzismo&lt;/strong&gt; in famiglia e' sufficiente armasse de santa pazzienza, ner caso in cui uno dei vostri familiari si riveli un &lt;strong&gt;Esaurito&lt;/strong&gt;, nun ve resta che armavve de pistola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-5569915663828647857?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2007/08/virus-dei-nostri-tempi.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RtWDwnfe3MI/AAAAAAAAAUE/Riz7NsHszgQ/s72-c/Virus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-6014071919347201702</guid><pubDate>Fri, 27 Jul 2007 11:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-08-03T07:24:13.605+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 26 -- Il Super Cane  --</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RqneXuDfTUI/AAAAAAAAAOE/lrs7cZEzl5A/s1600-h/occhiCane.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5091845352800079170" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RqneXuDfTUI/AAAAAAAAAOE/lrs7cZEzl5A/s320/occhiCane.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; "Favorisca documenti e patente!"&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Mogio mogio, Giuseppe consegno' all'Appuntato Capretta quanto richiesto, e recito' mentalmente due Avemmarie e due Paternostri con gli occhi fissi alla statuina di Padre Pio che con aria sorridente abbracciava fraternamente quelle della moglie e delle figlie sul cruscotto della vecchia Duna color biscotto andato a male.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Dopo il rituale controllo, l'Appuntato Capretta torno' con aria burbera da Giuseppe, restituendogli i documenti e annunciandogli la ferale notizia: " Le faccio il verbale, non accenda la macchina e non scenda!"&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Giuseppe accenno' ad una timida protesta: " Ma come il verbale, generale, che infrazione ho commesso, sto' a 60 all'ora sulla provinciale, non so' passato cor rosso, non ho sorpassato contromano... gnente ho fatto, genera'..."&lt;br /&gt;"Ma che generale e generale, innanzitutto so' un semplice appuntato, e poi ce lo sa benissimo quello che ha fatto... e ringrazi Dio che nun la porto in questura, e che je faccio il minimo della multa prevista, ma solo perche' oggi e' il compleanno della signora Capretta, che poi sarebbe mia moglie..."&lt;br /&gt;"E che avrei fatto, povero me, a commissa'... vado piano piano a lavora' alle 6 de mattina..."&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;L'Appuntato Capretta inizio' a perdere la pazienza: "E ce lo sai benissimo che hai fatto, che su sta strada ce stanno piu' telecammere che a cinecitta' e t'hanno pizzicato mentre, subito dopo er Tamoil, hai aperto la portiera e hai scaricato quella povera bestia pe' strada, e poi te ne sei annato... sei n'antro de quei fenomeni che prima se invaghiscono der cane, poi alla prima ciavatta smozzicata lo abbandonano pe' strada, irresponsabile che nun sei altro... quasi quasi te ce porto, in questura, se insisti a fa' er furbetto..."&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Giuseppe assunse una strana aria comprensiva, appoggio' la mano sulla manica della divisa del suo interlocutore, e tento' di spiegarsi: "Ah, e' pe' Zebra... caro il mio tenente, ma quello altro che un abbandono de na povera bestia, e' stato un esorcismo.."&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;"Innanzitutto t'ho gia' detto che so' appuntato... e poi...un esorcismo abbandona' un cane pe' strada? Ma che me stai a prende in giro?"&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-8548789006387697";google_ad_width = 728;google_ad_height = 90;google_ad_format = "728x90_as";google_ad_type = "text_image";google_ad_channel = "";google_color_border = "6699CC";google_color_bg = "003366";google_color_link = "FFFFFF";google_color_text = "AECCEB";google_color_url = "AECCEB";google_ui_features = "rc:10";//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;"No, tene', ma che prendo in giro... me faccia spiega'.... vede, io so' un grandissimo tifoso de la Juve... a casa mia, in salotto, invece de quarche crosta o litografia, cio' le foto de un sacco de personaggi della grande juve, dai tempi de Sivori a Der Piero che da' da beve all'uccellini..."&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;L'Appuntato Capretta fece segno al suo compagno di pattuglia di tirar fuori l'etilometro, anche se era la prima volta che vedeva certi effetti del vino su un guidatore, e comincio' a pensare che Giuseppe avesse pippato la colla o altre sostanze allucinogene, ma Giuseppe non si diede per vinto: "Allora marescia'' deve sape' che 'sto cane cia' dei poteri paranormali, e' na specie de demone... sara' che abbitamo a Testaccio, ma sta bestia porta jella e io l'ho provato scientificamente..."&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;"Senti, ma ciai voja de scherza'..."&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;"No, ma che scherza'... tutto e' cominciato l'anno scorso... Zebra, che in salone non c'entrava mai perche' ce sta costante la puzza de ammoniaca che mi moje lava er pavimento de sto salone du' vorte ar giorno... insomma, questo entra, e la prima cosa che fa, da' na leccatina alla foto de Moggi.."&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;"Embe' che sara' mai, come ar solito, er cane sporca e voi nun lo portate fori perche' non ciavete tempo, e allora lo abbandonate in mezzo alla strada..."&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;"Ma che sporca e sporca, dotto', Zebra e' piu' educato de Eriksson... pensi che fa la cacca ar bagno e poi te porta er rotolo della carta iggienica in bocca pe' pulije er... vabe' ... insomma, lo vedo che da' sta leccata a la foto de Moggi e penso pure che sia un gesto de affetto, e je faccio na carezza a sto cane che me pare dimostra' amore juventino... e invece banfete, tempo du' giorni e me ingabbiano Moggi per Calciopoli..."&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;"Vabe', ma questa e' scaramanzia..."&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;"Ma che scaramanzia e scaramanzia, pure io li' per li' nun ciavevo fatto caso... ma er giorno dopo sto diavolo arientra in salone e me slinguazza Bettega e Giraudo... e aribanfete, me se ciucciano pure sti due..."&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;"Ma davero?"&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;"Si, e poi nun te va a da' na lavatina co' la saliva a la foto de Pessotto e quello se butta in meno de 24 ore da la finestra? e quanno fa' finta de da' la zampa a Lapo Ekan ecco che quello se lo bevono pe l'orgia co' li transessuali..."&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;L'Appuntato Capretta, che segretamente nascondeva un corno di 10 centimetri nelle mutande e che alla scaramanzia ci credeva eccome, medito' a fondo la questione e poi, inaspettatamente, liquido' Giuseppe con un laconico "Va bene, levate da torno che oggi e' il giorno tuo fortunato".&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Non appena Giuseppe si fu dileguato all'orizzone, il rappresentante della Benemerita si fiondo' in macchina, parti' a razzo e sotto gli occhi sbigottiti del collega imbocco' la prima uscita, riprese la provinciale in direzione contraria e dopo 5 chilometri vide finalmente Zebra, con la lingua penzoloni, fermo al posto in cui l'ingrato Giuseppe lo aveva scaricato.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Senza profferir parola, l'appuntato ando' a prendere la povera bestia e la carico' in macchina.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Quando il suo collega gli domando' se intendeva portarlo al canile, si limito' a rispondere: "Ma che canile e canile, questo viene 'bbono... mo' lo porto a casa, stacco tutte le foto della Maggica e ce attacco quelle della Juve de quest'anno... hai visto mai...." &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-6014071919347201702?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2007/07/avventura-numero-26-il-super-cane.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RqneXuDfTUI/AAAAAAAAAOE/lrs7cZEzl5A/s72-c/occhiCane.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-4666373237846978256</guid><pubDate>Tue, 24 Jul 2007 14:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-07-27T12:51:53.730+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 25 -- Cli... M'Attizza...Tori--</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RqYS_uDfTNI/AAAAAAAAANM/I9sRShh7T4c/s1600-h/climatizzatore.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5090777314692648146" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RqYS_uDfTNI/AAAAAAAAANM/I9sRShh7T4c/s200/climatizzatore.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quando Silvana alzo' gli occhi e vide che il termometro in peltro che troneggiava sulla credenza del salone segnava i 35 gradi, si riebbe miracolosamente dal torpore post prandium.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ormai allo stremo delle forze, agguanto' con la mano scivolosamente umidiccia il cordless e compose furiosamente il numero verde di una nota azienda romana che radiofonicamente le martellava i maroni ogni 30 minuti promuovendo climatizzatori da favola a prezzi da leggenda, comprensivi di iva, montaggio, trasporto e clamorosa radio galleggiante da piscina in omaggio alle prime 10 telefonate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Miracolosamente, la cornetta le restitui' il tono di libero, ma l'entusiasmo per l'inaspettata fortuna crollo' subito al suolo quando a rispondere fu una simpatica vocina, con sottofondo distorto di "Il pullover", che si scusava ma tutti gli operatori erano momentaneamente occupati, minacciando poi di perdere per tutta la vita il diritto acquisito se si azzardava ad attaccare, e che era molto meglio se si piazzava la cornetta all'orecchio fissandola con il nastro isolante per poter comunicare con il primo essere umano disponibile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nonostante aborrisse le attese telefoniche, Silvana fece di necessita' virtu' e si predispose ad una attesa inevitabile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un po' il caldo, un po' il fatto che ritrovandosi da sola in casa si era potuta concedere una smutandata storica, com'e' e come non e', fu di fatto che tra una virtu' del pullover musicale e un ultimatum della voce preregistrata che le ricordava di non riagganciare, Silvana si ritrovo' a titillarsi oscenamente le parti intime, con movimenti sempre piu' frenetici, che si interrompevano solo per salire ad arzigogolare con i capezzoli ormai turgidi per poi riscendere, insistenti e ritmici, a lenire e stimolare il crescente piacere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fu cosi' che grondante di sudore e al limite del parossismo, Silvana rispose ansimante a Sono-Matteo-in-cosa-posso-servirla con un eroticissimo :"Non ce la faccio piu'..."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"La capisco signora, con il caldo che fa in questi giorni..."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Ho disperatamente bisogno di qualcosa di grosso, di potente, perche' ormai non resisto ..."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Ah capisco, magari un 12mila BTU in pompa di calore..."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Si, una roba che pompi..."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Dove glielo dobbiamo mettere signora, in camera da letto..."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"No, sono sul divano, in salone, sto impazzendo..."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Va bene, abbiamo una truppa cammellata di ragazzoni in zona che potrebbero venire da lei anche in un'oretta diciamo..."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Un'oretta, e chi resiste, qui bisogna venire subito, che sono tutta bagnata..."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Si suda parecchio e' vero, ma con la funzione di deumidificazione vedra' che il sudore non sara' piu' un problema... va bene, cerchiamo di mandarle qualcuno al piu' presto possibile...."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Si, dai, sbrigatevi che non ce la faccio piu'... me la montate subito, vero?"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Si signora, e senza sporcare nulla, lavoriamo pulito nel massimo dell'igiene, che quando ce ne andiamo quasi non se ne accorge che ci siamo stati, se non per il benessere che le abbiamo finalmente portato in casa signora..."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Si, Si, venite..."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Allora, signora, per il prezzo, sono 1800 euri, capira', le offerte dei prezzi speciali sono terminate subito, sono rimasti solo pochi esemplari di gran marca, ma sono soldi ben spesi..."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Silvana raggiunse l'orgasmo con un ululato animalesco tanto che Matteo si spavento' davvero: "Signo', signo', ma state bene? Ch'e' successo...? Se e' per il prezzo, le veniamo incontro, insomma, capisco che la cifra non e' quella che lei si aspettava, ma un accordo lo troviamo, e' che poi lei ci chiama con urgenza..."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Scossa da un ultimo sussulto, Silvana riprese il controllo della situazione con incredibile prontezza... "Er Prezzo? Ah, si... ma come mai a Peruzzi a Totti a Bruno Conti je fate spenne 350 euri e a me me ne chiedete quasi 5 vorte tanti?"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Come le dicevo signora, gli esemplari in offerta sono esauriti subito, non e' questione di Totti o di Peruzzi, e' che ci hanno azzerato le scorte in poche ore..."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ancora scossa, Silvana cerco' di darsi un certo contegno, e, con voce impostata, tronco' corto: "Caro Lei, a queste condizioni ci devo pensare, altro che truppe cammellate, con 1800 euri me carzo tutti i Centocelle Nightmare messi insieme... voi ve approfittate degli attimi de debbolezza, ecco come funzionate voi... e poi oggi pe' fa le orge fa troppo caldo, magari ve richiamo a settembre, va bene? Arrivederci"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Matteo-in-cosa-posso-servirla osservo' attonito la cornetta per cinque minuti buoni, poi una occhiataccia della responsabile commerciale gli consiglio' di riattaccare per rispondere subito ad un altra, accaldatissima acquirente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-4666373237846978256?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2007/07/cli-mattizzatori.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RqYS_uDfTNI/AAAAAAAAANM/I9sRShh7T4c/s72-c/climatizzatore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-157120741038951602</guid><pubDate>Sun, 17 Jun 2007 05:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-06-17T07:02:51.505+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 24 -- Sole, calcio, sesso --</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RnTMCiRR6dI/AAAAAAAAALs/HW1z6lFkGRA/s1600-h/ombrelloni.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5076907023884478930" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RnTMCiRR6dI/AAAAAAAAALs/HW1z6lFkGRA/s320/ombrelloni.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;I piedi a mollo li' dove le leggere increspature del mare di Fregene andavano a infrangersi sull'arenile catramoso, Fabrizio si godeva lo spettacolo di una spiaggia libera che, gia' alle 9 di mattina di quella domenica di meta' giugno, si andava riempiendo di bagnanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davanti ai suoi occhi, si cominciavano a distendere asciugamani dai mille colori e ombrelloni ricevuti in omaggio con la spesa al vicino triscount, mentre radioni da 500 watt rimandavano, in cacofonia stereofonica, le ultime hit della musica leggera e le solite pubblicita' delle aziende amiche di Ilario Ilario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su un lato dell'arenile, un gruppetto di adolescenti foruncolosi, tatuati e gaiamente rumorosi, avevano ingaggiato il classico 4 contro 4, portieri volanti, che tanto rallegrava i loro animi quanto rendeva piuttosto nervosi quanti avrebbero preferito usare quel lembo di spiaggia per piazzarci il tavolino pieghevole 30 posti con sedioline incorporate e sovrastante gazebo gonfiabile per lo spuntino di mezzodi' a base di Pajata e fagioli con le cotiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Certo che e' veramente una vergogna eh?" Fabrizio sobbalzo' quando Federica, cinquantenne da sbarco che pareva uscita da un forno a microonde anziche' dal solarium sotto casa, occhiale griffato, criniera di un improbabile colore tendente al viola e topless depresso come le orecchie di un cocker, gli si affianco' sul bagnasciuga.&lt;br /&gt;Cercando di fissare un punto qualsiasi e comunque lontanissimo dal capezzolo puntante al nadir della sua improvvisa interlocutrice, Fabrizio, che pur di vedere un po' di pallone sarebbe stato disposto a passare la domenica al Don Orione, cerco' di prenderla alla lontana.&lt;br /&gt;"Mah, sono ragazzi pieni di energia, e' impossibile pretendere che stiano fermi... e' il loro modo di vivere questa gioventu' irrequieta dei nostri tempi".&lt;br /&gt;Federica si aggiusto' languidamente il minuscolo triangolo verde iridescente che le copriva l'interno coscia, per poi ribadire: "E' una vergogna, altroche'... diciamocelo chiaro, mio caro signore, ai miei tempi tutta questa voglia di mettersi in mostra, di stare per strada, di chiassare la propria identita', non ce la potevamo mica permettere, eh... ognuno si teneva le proprie marachelle ben nascoste, e mica ne faceva uno spettacolo come al giorno d'oggi..."&lt;br /&gt;Leggermente infastidito tanto dalla piega del discorso che dagli afrori provenienti dall'epidermide di Federica, un micidiale misto di olio abbronzante e profumo di marca, Fabrizio replico': "Mah, non mi pare che questi ragazzi siano particolarmente chiassosi, anche noi da ragazzini, che per strada non c'era il traffico indiavolato di questi giorni, eravamo sempre fuori, ci bastava un pallone e il tempo volava talmente veloce che spesso le mamme ci venivano a prendere per la collottola per riportarci a casa..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Pallone? Ma mio caro signore, io parlavo di questa carnevalata del Frocio Day, tutti 'sti mascheroni smignottati in giro per il centro a dichiarare che preferiscono fare a ingropparella tra di loro anziche' corteggiare e insidiare una fanciulla dell'altro sesso... " preciso' Federica, quasi stupita che il suo discorso non fosse stato immediatamente chiaro al suo compagno di pediluvio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fabrizio, chiarito il qui pro quo, ci penso' un po' su, poi rivolse lo sguardo ai protagonisti del calcetto, e domando' languidamente: " Certo che quello con la cresta da punk e la maglietta di Rocchi..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Mbe'?" si stupi' Federica "che cia' quello?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Be', cia' un certo stile, un buon controllo di palla... ma guardi che bella corsa... che movenze... che quadricipiti... e soprattutto, che culetto..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Federica' sbianco', guardo' in tralice Fabrizio, poi sibilo' velenosa: "Aho, ma che fossi pure tu un pederasta invertito gaio e puro dell'altra sponda, ricchione frocio culorotto effeminato traditore der genere umano e senza Dio?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ma veramente..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ma vedi de annattene a fanculo, va, che me stai a fa' perde tempo!"&lt;br /&gt;Mentre Federica si allontanava sculettando paurosamente alla ricerca di un vero macho da accalappiare, una splendida mora da copertina di Max, con uno stacco di coscia da svenimento e due ghiaccioli in mano, si avvicino' a Fabrizio civettuola, domandandogli con accento sudamericano da erezione immediata "Certu che non te poso lasiare un minutigno da solo che cerca subito di fare galleto con la segnora, eh..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ma no, Veronique, che dici... parlavamo di calcio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fabrizio schiocco' un superbacio sulle labbra della affascinante compagna, prese il suo Calippo e abbracciandola, rimasero insieme per un momento a godersi il venticello mattutino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre il ragazzo con la cresta segnava uno straordinario goal in rovesciata che mandava pero' il pallone a infrangersi contro la pelata di un ignaro bagnante, Fabrizio sorrise pensando a cosa avrebbe detto Vittoria sapendo della sorpresa che c'era nelle mutandine di Veronique...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-157120741038951602?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2007/06/avventura-numero-24-sole-calcio-sesso.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RnTMCiRR6dI/AAAAAAAAALs/HW1z6lFkGRA/s72-c/ombrelloni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-1387292437034307955</guid><pubDate>Wed, 06 Jun 2007 14:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-06-06T16:35:55.725+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 23 --Il Battesimo di Chanel--</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RmbAYyRR6PI/AAAAAAAAAJ8/gJ0uj1-t_3c/s1600-h/fonte+battesimale.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5072953562323085554" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RmbAYyRR6PI/AAAAAAAAAJ8/gJ0uj1-t_3c/s320/fonte+battesimale.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Al battesimo di Chanel, Don Roberto si vide presentare l'intera famiglia Maritozzi in tenuta da alta parata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il padre della infante, Maritozzi Gustavo, indossava un austero completo gessato grigio a righine bianche, scarpa Church traforata a mano e cravatta regimental doppio nodo dal volume spropositato a guarnire il collo taurino.&lt;br /&gt;Nonostante la temperatura estiva di quei giorni di maggio, un vero record per l'Italia tutta ma soprattutto per la Capitale, sfoggiava un autentico basco giallorosso trapuntato di pins della rosa recente vincitrice della Coppa Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mamma Meneguzzi Irene, detta Mamma Panna (in Maritozzi) aveva costretto la figura una volta esile e ormai appesantita dagli anni, dai 3 parti e soprattutto da una strana dieta a base di merendine, in un tailleur grande firma di due taglie piu' piccolo, quasi fatto apposta per rendere ancora piu' generoso il decollete' quarta misura ingentilito da un sottile collier di oro bianco cui pendeva sgargiante un lupetto di platino della Roma del probabile peso di mezzo chilo, con un generoso rubino al posto dell'occhio sinistro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due gemelli, Ubaldo e Dario, inseparabili e indistinguibili a tutti, compresi i genitori, indossavano due completini stile piccolo Lord Fauntleroy con rigoroso pantaloncino al ginocchio, calza in filo di scozia bianca e incredibile paio di scarpini da calcio chiodati della Diadora, creati appositamente dallo sponsor per Totti in occasione della gara di andata della Maggica contro il Manchester United.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Don Roberto sospiro' sorvolando sulla nutrita e rumorosa schiera di parenti che gremivano i banchi a ridosso dell'altare, tacito' con un'occhiataccia il curvone che aveva timidamente accennato un coretto da stadio del tipo "ciucciate, ciucciate ciucciate er ditone, oh Chaneeeel ciucciate er ditone" e diede inizio alla funzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giovane prelato cerco' in rapida sequenza di ignorare Mamma Panna che, rivolta agli astanti, volgeva le pingui terga al tabernacolo e incitava il parentame alla hola durante la lettura del vecchio Testamento; allo stesso modo, fece finta di niente quando durante l'omelia fece una timida comparsa uno striscione su cui campeggiava la scritta "Chanel, prufumo di Champions", e ingollo' l'amaro calice anche quando, al rito liturgico dell'eucaristia, gli astanti tirarono fuori dai posti piu' impensabili delle voluminose e gocciolanti pagnottelle al prosciutto e melanzane sott'olio e generosi fiaschi di novello locale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quando chiamo' i Maritozzi al fonte per il sacro rito del battesimo, ebbe quasi un infarto vedendo la piccola Chanel indossare, anziche' la canonica vestina bianca, la maglietta numero dieci originale di Totti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai giunto al limite della sopportazione, immerse la brocca nelle sacre acque, fisso' alternativamente i coniugi Maritozzi negli occhi, e innaffio' abbondantemente il capo della piccina, pronunciando le fatidiche parole "Con l'acqua der Fontanone der Gianicolo, io ti battezzo Delia come l'allenatore che vi immerse le sacre membra al termine di un derby stradominato e stravinto, e te do' er benvenuto nella casa der Signore e pure in Curva Nord".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi chiuse la celebrazione con una rapidissima benedizione e si rifugio' di corsa in sacrestia, dalla quale usci' scortato dalla Polizia solo molte molte ore dopo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-1387292437034307955?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2007/06/avventura-numero-23-il-battesimo-di.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RmbAYyRR6PI/AAAAAAAAAJ8/gJ0uj1-t_3c/s72-c/fonte+battesimale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-6109661206338542719</guid><pubDate>Mon, 14 May 2007 12:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-05-15T10:14:33.287+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 22 -- DICO --</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RkhbnXwr0nI/AAAAAAAAAIM/56OsxWFQXG4/s1600-h/DICO.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5064398512929362546" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RkhbnXwr0nI/AAAAAAAAAIM/56OsxWFQXG4/s400/DICO.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Arminia arrivo' a casa, scaravento' le buste della spesa sul ripiano in formica della cucina, si tolse le scarpe con una sforbiciata degna di Leo Junior (ex funambolico calciatore brasiliano che milito' nel Pescara), poi si tuffo' alla Dida (vabbe', alla Buffon, va) sul divano di casa e con un sapiente tocco del dito indice, si sintonizzo' sulla sua soap preferita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che la giornata fosse strampalata Ugo lo capi' immediatamente quando, rientrato per pranzo dall'ufficio, constato' amaramente che non c'era niente da mangiare, e che la moglie non lo aveva degnato di uno straccio di saluto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Armi', cio' mezz'ora che poi devo rientra' al lavoro, non e' che ce sarebbe una cosuccia da scalda' al volo che oggi pomeriggio cio' er resoconto settimanale e non posso arriva' tardi..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arminia lo squadro' di sottecchi, poi con un gesto assai vistoso spense il vecchio televisore e modulando ad arte la voce esordi': "Io so' pe' i DICO". Ugo non era certo di aver capito bene, ma la moglie incalzo':"Io so' per i DICO, a Ugo... non cerca' de famme cambia' idea che sto giro non ce casco..."&lt;br /&gt;Non che Ugo fosse una cima, ma le intenzioni bellicose della moglie erano evidenti quanto incomprensibili visto il contesto generale, per cui timidamente provo' a scoprire cosa si celasse di fronte a tanta sicumera e soprattutto, che cavolo c'entrasse il discorso con la sua pausa mensa, gia' decurtata di 5 minuti buoni.&lt;br /&gt;"Armi', saro' un tantino stanco, ma io pure mica so' contrario, anzi... solo che se ce fosse che ne so, un wurstelino, un hamburgerino da fa' cotto e magnato, magara con un insalatina, io poi dovrei anna' al lavoro..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E nno', mio caro. Da magna' nun c'e' gnente e gnente ce sara' da oggi in poi. Perche' se noi semo una famija de fatto che nun te sei mai voluto sposa', mica e' corpa mia.... se voi magna', allora me devi da garanti' le stesse cose come se fossimo sposati, che se te pija na paralisi a me cor cassio che me danno l'accompagno... voi la moje? allora o me sposi, oppure aspettamo i DICO, e poi ne riparlamo!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ugo cerco' di calarsi dei panni del bravi maritino, e dissimulato il nervosismo montante per quieto vivere, tento' l'approccio soft alla questione.&lt;br /&gt;"Armi', ma io che ce posso fa... mica sto al Governo, io... sti DICO li faranno, vedrai, ma ner frattempo anche na pasta ar burro me andrebbe bene... non so' mai stato uno co' tante pretese, io... solo che tra 20 minuti me passa er novettredici, e devo pure spera' che nun ce sta traffico sulla Trionfale... sii bbona, magara ce raggionamo stasera, sentimo er teleggiornale insieme e vedemo si se so' messi d'accordo..."&lt;br /&gt;"None, io saro' tu moje de fatto, ma nisuno me lo riconosce, sto ruolo... anni de carzini bucati, mutanne sgommate, canotte intrise de sudore rappreso, montagne de piatti da lava' perche' te schifi delle stoviglie de carta... a me, chi me li riconosce? Nessuno? Allora basta, Arminia incrocia le braccia, e mo' vedemo come te metti..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ugo sbotto' di colpo: "E a me chi cazzo me li riconosce li trent'anni de mutuo pe' compra' la casa de tu nonna, le rate der minipimer, li pellegrinaggi da Padre Pio ar costo de un Vartur alle Maurizzie, li conti de la massaggiatrice e de la parrucchiera, le sedute anticellulite pagate quanto na tribbuna montemario pe' la Champions League, er televisore ar plasma da 42 pollici pe' vede Quanno se Ama, che io lo chiamerei "Ma quanno se tromba?" visto che lo famo si e no na vorta ar mese e solo si te rigalo l'abbonamento a Confidenze... eh? a me chi cazzo me li riconosce? Allora lo sai che famo? che da oggi la pizzetta der venerdi' sera te la compri ar supermercato, che io li sordi me li sciupo pe' anna' a vede er Milan a Atene, e che de Padre Pio te fai basta' er poster che hai appiccicato in cammera da letto che tutte le vorte che te tocco me vie' da famme er segno de la croce co' quer frate che me guarda allupato, che cio' pure paura che forieschi dar quadro e me se ingroppi da dietro..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paonazzo in volto, Ugo guardo' l'orologio, quasi sbianco' perche' era ormai certo che avrebbe perso l'autobus per tornare al lavoro, poi si precipito' fuori, sbattendo la porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arminia rimase per un attimo interdetta, poi si rialzo' faticosamente dal divano, prese la parannanza, e si accinse a preparare la coda alla vaccinara per la cena.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-6109661206338542719?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2007/05/avventura-n-22-dico.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RkhbnXwr0nI/AAAAAAAAAIM/56OsxWFQXG4/s72-c/DICO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-7282849969367136262</guid><pubDate>Wed, 02 May 2007 06:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-05-02T08:01:07.991+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 21 -- Don Giuseppe --</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/Rjg0-3wr0SI/AAAAAAAAAFo/k78CfWY8gt0/s1600-h/parroco.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5059852436075434274" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/Rjg0-3wr0SI/AAAAAAAAAFo/k78CfWY8gt0/s400/parroco.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Quando, a 5 minuti dalla fine, il numero nove della squadra allievi del Capodimonte allungo' la mano malandrina in area di rigore e, in un nugolo di gambe, trovo' lo spiraglio per assestare una manata di giustezza al pallone infilandolo alle spalle del portiere del Marta, squadra locale, si scateno' il putiferio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giovane arbitro, il viso costellato da acne giovanile e fisico da derviscio, non fece in tempo a convalidare il gol platealmente irregolare che il guardialinee di destra, tale Enrico detto Faciolo, avente solitamente mansioni di portaspugne dei locali, armato di rudimentale bandierina gialla, gli si catapulto' addosso tempestandolo ritmicamente di colpi sul cranio, mentre il guardialinee di sinistra, scelto salomonicamente tra gli accompagnatori della squadra ospite, si precipitava contro l'anziano allenatore dei martani, e iniziava a picchiarlo all'unisono con il collega di fascia opposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto, in campo, si era scatenata la caccia all'uomo, ovvero all'autore del vile gesto, che alla faccia delle regole di fairplay, si era messo pure ad esultare vergognosamente, nonche' ad ostentare apposito dito medio della mano destra al pubblico che gremiva, in quel torrido pomeriggio di meta' aprile, gli scaloni del piccolo stadio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il piu' esagitato di tutti era Antonello, centravanti talentuoso (si diceva avesse fatto anche dei provini con alcune grandi societa' professionistiche del Nord) che cercava di centrare tanto di collo pieno destro che di interno sinistro - il suo piede migliore - una qualsiasi porzione del corpo dello sfuggente avversario, mentre i propri compagni iniziavano un solerte corpo a corpo con tutti i capodimontani, titolari e riserve, che capitavano loro a tiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gazzarra avveniva proprio sotto gli occhi esterrefatti di Don Giuseppe, detto anche Quartino per la sua arcinota propensione ad eccedere nell'uso del vino anche nella Messa delle 6 di mattina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il parroco, nel vedere tutti quei ragazzi che l'indomani avrebbero vestito le cotte da chierichetti darsele di santa ragione, perse il consueto spirito da Don Abbondio, e scesi a due a due i gradoni della tribunetta, si precipito' anch'egli in campo, e comincio' a dividere i vari contendenti ottenendo anche discreti risultati, un po' perche' nessuno credeva ai propri occhi nel vedere il mite prete dannarsi l'anima come un ossesso per separare i litiganti, un po' perche' l'aspersorio che egli brandiva faceva un male cane quando sapientemente calato sui giovani crani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In pochi minuti, il caos cesso', e Don Giuseppe si ritrovo' dinanzi l'autore del misfatto, che aveva smessa l'aria malandrina e si osservava attentamente la punta degli scarpini mentre lo sguardo truce di Don Giuseppe lo trafiggeva da parte a parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Figliolo, 'sto giro l'hai fatta grossa... confessa il tuo peccato, e te la cavi con 20 Avemmarie e 20 Paternostri, e non ce se pensa piu', va bene?" lo apostrofo' Quartino severamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Don Giuse' ma io facevo come Maradona, la mano de Dio..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Nun te azzarda' a nomina' er nome de Iddio invano che senno' te faccio veni' a fa' er chierichetto tutte le domeniche per un anno intero..." lo minaccio' il prete mentre con un colpo ben assestato di aspersorio riduceva a piu' miti pretese l'ardone con cui Faciolo pareva essere intenzionato a rimettere in azione la bandierina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ma Don Giuse', se l'arbitro e' cecato mica e' corpa mia, io so' er centravanti e devo da mette la palla drento...." balbetto' il complevole con aria sempre piu' contrita...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il prete avvicino' la bocca all'orecchio del centravanti, e sibilo': "E tu vergognate de approfittatte de li menomati, nun lo vedi che er ragazzo e' un minorato, tu lo devi da aiuta', che poi la su regazza la confesso io, e ce lo so io quello che je combina... e' un poro disgrazziato, dije che er go' e' irregolare e finimo sta partita che poi cio' er vespero..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto sussurrate, le parole di Don Giuseppe giunsero alle orecchie dell'imberbe arbitro, che a quel punto si avvicino' al prete e al contrito centravanti, e prese sommessamente la parola: "Don Giuse', scusate, ma io cecato non so' per gnente, e poi che dite davanti a tutti, che cio' le corna... ma dite davero, don Giuse'? "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il prelato pose una mano sulla spalla del giovane direttore di gara, e gli sussurro' paternalmente:" Caro ragazzo, io non lo so se sei cecato, ma solo il nostro Padre che e' nei cieli puo' sapere come hai fatto a non vedere che er pallone era stato messo in rete con la mano malandrina... io piu' che de chiede che fa Samantha in questo momento, me prenoterei na' bella visita dall'oculista, che sinno' non solo non vedi i goal irregolari, ma nun te accorgi manco de quello che combina la tu' regazza... fai er bravo fijo, fischia punizione per la difesa, porta a termine sta partita, e poi vatte a fa' vede da no' specialista... er resto, se sistema..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita Marta - Capodimonte, categoria allievi, riprese con una punizione per la squadra di casa, e arrivo' al 90' senza alcuna azione di rilievo, chiudendosi sullo 0-0. L'unica cosa che i cronisti appuntarono sul proprio taccuino, e' che l'arbitro misteriosamente aveva pianto a dirotto per tutti i cinque minuti finali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-7282849969367136262?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2007/05/don-giuseppe.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/Rjg0-3wr0SI/AAAAAAAAAFo/k78CfWY8gt0/s72-c/parroco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-3259237018342816481</guid><pubDate>Fri, 20 Apr 2007 14:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-04-20T16:11:14.657+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 20 -- Pennichella domenicale --</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RijO1AQ-jVI/AAAAAAAAAFA/vb9lvjUYHnI/s1600-h/nikon.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5055517991722978642" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RijO1AQ-jVI/AAAAAAAAAFA/vb9lvjUYHnI/s320/nikon.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il paese si stendeva placido e pigro rosolandosi al sole di una delle giornate di primavera piu' calde dell'ultimo millennio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pace domenicale, nell'ora tradizionalmente dedicata alla pennica, venne turbata da un fragoroso scoppio che fece sobbalzare prima la prominente pancia, e poi tutto il corpo di Oreste, che aveva appena trovato la giusta posizione sulla sdraio a due posti piazzata strategicamente al riparo ombroso di un gigantesco pino che godeva di una ottima esposizione trifacciale alla leggera brezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oreste emerse a fatica dalla posizione orizzontale, dirigendosi spedito verso la rete divisoria che separava la sua villetta bifamiliare da quella del noto uomo politico locale che anni addietro aveva deciso di stabilirvi la propria residenza. Man mano che si avvicinava, una nuova serie di colpi gli trapano' i timpani, risvegliandolo del tutto dal sacro torpore e alimentando una sana follia omicida resa evidente dal tendersi del fascio di nervi che gli disegno' un graffio on relieve sul collo taurino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando scosto' i rami di una begonia per scrutare nel confine vicino, Oreste strabuzzo' gli occhi vedendo che la causa di cotanto fracasso era il solitamente taciturno e quasi invisibile Arsen, un tuttofare rumeno che ovviamente privo di regolare contratto si occupava di tenere in ordine la vasta tenuta patronale.&lt;br /&gt;Arsen imbracciava un fucile che aveva tutta l'aria di essere vero, e sparava con precisione ritmica verso un cespuglio poco lontano proeittili che sembravano altrettanto veri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oreste perse gran parte della sua baldanza, ma sorretto dal bisogno di godersi il meritato riposo domenicale, trovo' il coraggio di rivolgersi al rumeno confidando della pausa tra una scoppiettata e la susseguente...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Arsen, ma che succede? Mi stavo facendo un riposino... Ma ti pare questa l'ora de tira' ai fagiani? Che poi siamo pure fuori dalla stagione di caccia..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arsen, sorpreso dall'interruzione, quasi si impallino' il piede, poi ripose l'archibugio appoggiandolo ad un vicino albero, e si fece dappresso alla recinzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Arsen non spara fagiani, ma a fotografi"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Come ai fotografi, Arsen, ma dove li hai visti sti' fotografi"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E' tutto il giorno che girano attorno, e il padrone s'e' stufato e mi ha detto di mandare via loro, ma loro non andare, allora io sparare"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ma non ti pare un tantino esagerato, se ne becchi uno ti rimpatriano Arsen, ma chi te lo fa fare..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Padrone si incazza perche' lui in compagnia e quando in compagnia non vole foto che poi foto vanno a giornali e giornali scrivono cosa brutta e padrone non vole cosa brutta"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Si capisco, ma pure il padrone, e' sposato, ha famiglia, ha figli, ma che compagnia si va a cercare, hai visto Berlusconi che per fare una festicciola lo hanno spacciato per un birbante sciupafemmine..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arsen si avvicino' alla rete e con fare furtivo a quel punto sussurro': "Qui niente femmine, padrone non interessa femmine... qui solo omi, grandi e grossi.."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oreste strabuzzo' gli occhi e trattenne a stento una risata che spontanea gli sgorgava in gola al pensiero dell'enormita' che gli aveva appena confidato Arsen. Curioso come una comare al mercato, allora, cerco' di liberarsi del rumeno cercando di convincerlo a desistere dal proposito di sforacchiare qualche deretano con il rischio di ritrovarsi alla dogana in pochissime ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arsen scrollo' le spalle e annui', poi si accomiato' dal vicino con un saluto incomprensibile, e si allontano' dalla rete divisoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai Oreste era in piena fregola di scoprire quanto accadesse nella adiacente magione, per cui dimentico' la tanto agognata pennichella, corse in casa, si armo' di Nikon con zoom telescopico e comincio' a strisciare lungo la recinzione alla ricerca di un punto di osservazione che gli consentisse di spiare il tanto evidentemente poco onorevole vicino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giunto all'estremo limite della rete, si mimetizzo' improbabile dietro una Yucca gicantesca, e graffiandosi il volto con le foglie acuminate, inquadro' il retro della villa del suo vicino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo zoom gli riporto' la surreale scena di un campo di calcetto improvvisato, con borse e altri oggetti a formare i pali di improbabili porte, sul quale, sotto il sole cocente, 10 assatanati stavano evidentemente giocando una partita tra amici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo famoso vicino, addobbato come un albero di natale - un completo originale della squadra del cuore, rigorosamente acetato - era evidentemente il piu' esagitato della compagnia, e correva sbracciandosi come Falcao e sventolando un riporto lunghissimo - di cui nessuno conosceva l'esistenza, perche' evidentemente mistificato da parrucchino - come la bandiera nazionale alle parate in piazza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra il deluso e il divertito, Oreste stava per immortalare le sequenze piu' esilaranti, quando tra le maglie della rete fece capolino la doppietta di Arsen, dietro alla quale il rumeno aveva piu' le sembianze di Rambo che quelle del consueto, placido bracciante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Tu volere che io fare te dormire per sempre all'ombra di yucca?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante la mole, Oreste schizzo' via come un fringuello e dopo pochi secondi era tornato a quattro di bastoni sulla sua sdraio, cercando di convincersi di aver fatto un brutto sogno, mentre lontano riprendevano, a intervalli regolari come i rintocchi della campana del paese, gli scoppi delle fucilate di Arsen.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-3259237018342816481?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2007/04/avventura-numero-20-pennichella.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RijO1AQ-jVI/AAAAAAAAAFA/vb9lvjUYHnI/s72-c/nikon.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-1417245095385569148</guid><pubDate>Wed, 11 Apr 2007 14:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-04-12T08:32:01.932+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 19 -- Numeri fortunati? --</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RhzwFrFNtnI/AAAAAAAAAEk/O24V5zaNyJA/s1600-h/numeri+fortunati.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5052176862257460850" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RhzwFrFNtnI/AAAAAAAAAEk/O24V5zaNyJA/s320/numeri+fortunati.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="justify"&gt;Capezzolo si precipito' come una furia all'interno dello centro SNAI di Viale Tirreno, e li' ci trovo' come al solito Pirsing, che si stava giocando la consueta tripla ai cavalli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pirsing era amico di Capezzolo da una vita, e gli bastava uno sguardo per capire cosa passasse nella cervice crinuta del compagno di mille bevute; ma stavolta gli occhi di Capezzolo erano spiritati molto al di la' del tasso alcolico rilevabile, cosi' Pirsing si incuriosi' al punto da perdere di vista il monitor che gli rimandava la corsa del suo pupillo Gerovital, e avvicinarsi cauto all'agitatissimo amico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Compa', che te succede? Pare che hai ingoiato na lucertola viva".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Altro che lucertola viva, sto giro e' tosta... mo' lasseme perde che devo a tutti costi becca' na martingala sull'Hockey finlandese, che tra 10 minuti me chiudeno le quote".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Accitua, mo' pure l'hockey finlandese te giochi... e che ce capischi de hockhey finlandese, se non sei mai uscito da Montesacro manco pe' fa' er militare..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Nun ce capisco un cazzo, vabbe'? ma me lo devo gioca', che se non piglio sta giocata ar volo so' rovinato..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"E gioca pure, ma mentre giochi, me spieghi come mai tutta st'acredine pe' er gioco, tu che si e no' metti du scudi sulla maggica quanno gioca in casa cor Messina, che poi manco vinchi..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Capezzolo prese 50 euri dal marsupio, li porse al cassiere e trionfante riscosse la ricevuta di scommessa, poi senza dire una parola prese sottobraccio l'amico fidato e lo porto' nell'angolo piu' lontano del locale, prese due coke dal distributore automatico, e dopo una lunga sorsata, con regolare sbrodolata sulla felpa di colore indefinibile, guardo' fisso Pirsing con l'aria cospiratrice: "Ho sognato, a Pirsing... e nun l'avessi mai fatto!"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"E che te sei sognato, a Cape'? Li nummeri? Allora dovevi da gioca' ar lotto..." rispose allibito Pirsing, che gia' aveva capito l'andazzo e anelava a riposizionarsi davanti al monitor dell'ippica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"E si che me so' sognato li nummeri... ma nun erano nummeri da gioca', era un nummero de cellulare..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Giusto il tempo di sgargarozzarsi le ultime stille di cocacola, e Capezzolo, in pieno outing, prosegui' il suo racconto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Me so' svejato co' sti nummeri in testa, e nun so come, me so' girati in tondo fino a che nun ho arzato la cornetta e nun ho fatto er nummero. Me risponne na voce roca, tipo quella che fa' tu sorella quanno lavora al'144... e inzomma, nun sapevo che dije, ma alla fine comincio a biascica' du' parole.. questa invece de attaccamme er telefono in faccia e damme der maniaco, me comincia a da' corda, e inzomma tempo mezz'ora e se semo dati una punta ar Fungo pe conoscese..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Scommetto che era un cancello automatico come tu' cuggina" lo interruppe l'amico, gia' disinteressato dalle gesta erotiche del compare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ma che cancello e cancello, era bbona come la matriciana de tu nonna... me se presenta tutta in tiro co' na minigonna ascellare e un toppe che ballonzolava come la capoccia de quei canetti che tu padre tiene sur pianale de la 128... me piglia sottobraccio come se se fossimo conosciuti da sempre, e me porta a magna' na pizza li' vicino, che nun so' manco che pizza ho preso..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Na pizza 'n faccia quanno jai messo le mano addosso!" ridacchio' Pirsing.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ma de che. Pago er conto, e me ritrovo arinturcinato drento a delle lenzola che nun so le mie, perche' queste ereno pulite de fresco, in mezzo a un troiaio de chiappe e de tette che pareveno mortiplicasse come li pani e li pesci..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Nun me di' che t'ha fatto arisuscita' pure Lazzero..." lo sfotte' Pirsing&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"A Pirsing, nun e' er momento de scherza'... che qui e' cominciato er dramma"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Come er dramma, a Cape'... te sei fatto na ricca pelle, nun me pare tanto male per uno che va avanti a zaganelle dar giorno che e' cascato er muro de Berlino!"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"E no, a Pi'... perche' er giorno dopo se semo rivisti, arisemo annati a piasse na sciocchezza ar bare, e poi aridanghete... e cosi' er giorno dopo, er giorno dopo ancora, e ancora, e inzomma so' 15 giorni che magno e trombo senza fermamme mai"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"E nun sei contento?"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"E no, Pirsinghe, nun so' contento manco pe' gnente, perche' co' sto sturbo sessuale nun me so' accorto de na cosa fondamentale..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"E che, a Cape'...?"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Che tutte ste magnate, ste pizzette, sti ristoranti, sti stuzzichini ar bare, li ho pagati tutti io, a Pirsinghe.... m'e' costata na fortuna, sta storia, e nun cio' piu' na lira manco pe' piagne... ecco perche', se sti finlandesi der cazzo nun fanno er dovere loro, me tocca venneme pure er letto de casa..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pirsing era ormai stufo, e non trovo' niente di meglio che dirgli: "Armeno nun sogni piu' nummeri de telefono, a Cape'..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non capi' mai la ragione per cui l'amico fraterno schizzo' via dal locale in preda ad una improvvisa crisi di pianto, mentre Gerovital tagliava il traguardo per ultimo e la favorita del match di hockey su ghiaccio finlandese concludeva il proprio incontro casalingo con una sonora, clamorosa, impronosticabile sconfitta.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-1417245095385569148?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2007/04/avventura-numero-19-numeri-fortunati.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RhzwFrFNtnI/AAAAAAAAAEk/O24V5zaNyJA/s72-c/numeri+fortunati.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-3968266661318958851</guid><pubDate>Wed, 04 Apr 2007 07:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-04-05T16:19:12.893+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 18 -- A commissa' --</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RhOE2ZKkS5I/AAAAAAAAAEU/zURWYOLeEaE/s1600-h/scontri+tra+tifosi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5049525677215468434" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RhOE2ZKkS5I/AAAAAAAAAEU/zURWYOLeEaE/s320/scontri+tra+tifosi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"A commissa', allora come state&lt;br /&gt;la pupa nuova ancora la allattate?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"A marescia', non me ce fa' pensa'&lt;br /&gt;è tanto che non dormo, ma che ce se pò fa'?&lt;br /&gt;Piuttosto, pe' stasera, come butta?&lt;br /&gt;Me raccomando, che l'aria pare brutta...&lt;br /&gt;State in campana, non fate gesti strani&lt;br /&gt;che a quelli basta poco pe' diventare cani..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E ce lo so, a volte mi sorprendo&lt;br /&gt;me pare ieri che giocava cor nintendo&lt;br /&gt;mi fio più grande de giorno fa' l'autista&lt;br /&gt;ma er sabato e domenica se veste da teppista...&lt;br /&gt;Se rasa tutto, se infila li stivali&lt;br /&gt;pe anna' coll'artri in gruppo... me parono maiali!&lt;br /&gt;Io non ce sto appresso a sta trasformazione&lt;br /&gt;ma non le dico quanto me da' preoccupazione&lt;br /&gt;è un fijo d'oro, studia' non ha voluto&lt;br /&gt;ma come un principino l'ho cresciuto&lt;br /&gt;cia' pure un posto d'oro e la regazza fissa&lt;br /&gt;ma non ce sta una volta che nun fa qualche rissa&lt;br /&gt;me ce vergogno pure e non sopporto&lt;br /&gt;che manchi de rispetto alla divisa che porto"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Dai, mo' non te angustia' so' cose da ragazzi&lt;br /&gt;pe' undici campioni diventano un po' pazzi,&lt;br /&gt;ma se tu l'hai educato come me dici tu&lt;br /&gt;vedrai je passerà, e non ce pensa' più"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Fateli entra' con calma e gentilezza&lt;br /&gt;a volte più de un calcio può fare una carezza&lt;br /&gt;attenti soprattutto a quelli che se ingruppano&lt;br /&gt;bisogna perquisilli, che chissà cosa portano&lt;br /&gt;e le regazze soprattutto, co quegli occhi belli&lt;br /&gt;je guardi er culo e loro nascondono i coltelli"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Va bene commissa', noi siamo preparati&lt;br /&gt;speriamo che stasera se siano gemellati&lt;br /&gt;se fumino na canna, grande quanto je piace&lt;br /&gt;se gustino er pallone e se ne stiano in pace"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il maresciallo salutò quel commissario stanco&lt;br /&gt;si segnò il petto e corse dei suoi compagni al fianco&lt;br /&gt;giù nella strada urlavan le sirene&lt;br /&gt;delle volanti che scortavano le iene&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il commissario lo guardò con lo sguardo pensoso&lt;br /&gt;le nari percepirono l'aroma disgustoso&lt;br /&gt;dei fumi degli ultras e i cori di battaglia&lt;br /&gt;la cacofonia marciante della solita marmaglia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli squillò il cellulare, oddio, mia moglie chiama&lt;br /&gt;magari la bambina piange... rispose, ed una lama&lt;br /&gt;vigliacca lo colpì alla schiena&lt;br /&gt;che l'ultimo ricordo fu solo la sirena&lt;br /&gt;che si faceva largo e il suo suono a coprire&lt;br /&gt;il coro delle bestie, becero: "Devi morire"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-3968266661318958851?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2007/04/avventura-numero-18-commissa.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RhOE2ZKkS5I/AAAAAAAAAEU/zURWYOLeEaE/s72-c/scontri+tra+tifosi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-8626598526747467221.post-4106647488792631616</guid><pubDate>Wed, 04 Apr 2007 07:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-04-04T11:56:44.565+01:00</atom:updated><title>Avventura numero 17 -- Storia d'amore --</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RhOEM5KkS4I/AAAAAAAAAEM/T5DMdVVyws4/s1600-h/sigaretta.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5049524964250897282" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RhOEM5KkS4I/AAAAAAAAAEM/T5DMdVVyws4/s320/sigaretta.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sarebbe cambiato qualcosa? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sarebbe forse oggi più facile starti vicino sapendo prima quello che sei stata capace di fare, se solo me lo fossi aspettato? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se non avessi creduto in te sempre, se non avessi voluto tenere gli occhi chiusi, se fossi riuscito a vedere oltre la cortina di fumo generata dalla mia stessa sigaretta?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ne accendo un'altra e aspetto che il fumo mi bruci i polmoni, tossisco e riprendo la testa tra le mani.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non posso fare a meno di pensarci, anche se tutto magari è successo tanto tempo fa e si sa che il tempo è galantuomo... ma quanto tempo è passato dalle risate di gioia, dai sogni speciali, dalle certezze, dalle speranze, dalle promesse... da quel non capire fino in fondo ma accettarlo con pazienza....&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E ogni anno, al ritorno dalle vacanze, ricominciando quella gioiosa abitudine di condividere insieme tutto, il giornale la mattina, la televisione la sera, i lunghi viaggi e gli ancor più lunghi ritorni, lasciando faticosamente indietro gli ozi e le irrequitudini estive, sopendo le voci che si affollavano intorno e nella mia mente... tutto riprendeva il suo corso, con i suoi giorni gai e quelli più uggiosi, tra un caffè al bar e una cena fra amici, sempre con la mente, il cuore e gli occhi a cercarti in ogni momento.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi, quell'uomo venuto da non si sa dove, che ti prende per mano e ti guida nel gioco, perché è il suo mestiere, quello di far divertire la gente con il meglio che c'è, perché il suo sorriso è affascinante, e le sue parole hanno un suono diverso, perché te le dice che io sono lontano e non le posso ascoltare e non ti posso dire di tapparti le orecchie e non ti posso chiudere gli occhi per non lasciarti ipnotizzare perche io mi fido mi fido mi fido mi fido...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E a ripetermi e a sentirmi ripetere che non è possibile che mi sono immaginato tutto che dovrei continuarti a vederti algida e sincera e fedele e che tutto è come quando ti ho vista per la prima volta e ti ho scelto tra tante e ho visto in te quello che in altre non c'era perché eri diversa speciale unica e non avrei voluto altro che starti accanto e gioire e soffrire e lottare con te...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E ritrovarmi nella melma delle cose banali quelle che si sa che succedono anche nelle migliori famiglie, quelle che dovresti sempre prendere una scelta diversa una strada diversa una vita diversa un amore diverso o semplicemente, non amare piu...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi chiederai di dimenticare anzi di ricordare ma solo le gioie i sorrisi le belle giornate e il verde dei prati e il colore delle nuvole quando alzavo gli occhi al cielo a ringraziare per averti avuta per averti vista anche solo un istante... mi iluderai di nuovo che tutto è come prima perché la vita ti stritola e il giorno dopo ti devi alzare dal letto anche se hai le gambe pesanti e bisogno di dormire perché anche stanotte non ci ho dormito e invece c'è il lavoro la casa la scuola e allora alla fine ho bisogno di allungarmi sul divano in tua compagnia e farmi cullare dall'illusione che non è successo niente, che quell'uomo con la fossetta nel mento e il sorriso magnetico e la battuta sempre pronta, così diverso oddio così diverso da me perché io non potrò mai essere come lui anzi essere diverso da come sono, vissuto al ricordo dei valori di un tempo che non ha mai avuto tempo, e che non è mai stato il mio tempo, il tuo tempo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E la rabbia mi assale e grido forte il dolore che mi squassa, mi squassa il petto, il cuore, i polmoni e le labbra si scottano perché il filtro di questa dannata ennesima sigaretta è bruciato inesorabilmente anestetizzato dal flusso di pensieri, ma è tempo di accenderne un altra, respirare il veleno a fondo, si fino in fondo, a cauterizzare il dolore, a chiedere alla rabbia di unirsi a lui e di uscire tossendo, violenta, improvvisa, inevitabile...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Altro che Vecchia Signora, sei solo una squallida, lurida, bagascia.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://secure.bidvertiser.com/performance/bdv_rss_rd.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;click=1&amp;rsrc=3" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://bdv.bidvertiser.com/BidVertiser.dbm?pid=121583&amp;bid=292577&amp;PHS=121583292577&amp;rssimage=1&amp;rsrc=3" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626598526747467221-4106647488792631616?l=avventureallostadio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://avventureallostadio.blogspot.com/2007/04/avventura-numero-17-storia-damore.html</link><author>noreply@blogger.com (FLF)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_OY9beGIm1kc/RhOEM5KkS4I/AAAAAAAAAEM/T5DMdVVyws4/s72-c/sigaretta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item></channel></rss>