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Avventura numero 40 -- Virus dei nostri tempi #2 --




Er flaggello di questo inizio millennio, er bacillo piu' virulento de Ebbola, piu' contaggioso der vaiolo, piu infingardo de una moje infedele, e' senza dubbio er Social Networking.
Subdolo come Luciano Moggi, e' partito con sintomi minimali che interessavano inizialmente un numero molto limitato de soggetti, principalmente localizzati nelle sedi bancarie e finanziare nord americane.
Questi geni della finanza drogata, dei mutui al cardiopalma, dei finanziamenti a babbo morto, visto che erano belli sicuri der loro posto de lavoro e dell'aura opulenta in cui scureggiavano, fancazzeggiavano alla ricerca de vecchi compagni de classe con cui vantasse della piscina a tre piste con ninfette incluse appena installata nel loro magnifico appezzamento vista Hollywood, per poi ovviamente spigne ar vecchio compagno de classe, dimenticato ma sempre dotato de busta paga, er subdolo investimento fraudolento.
Da bravo trojan, er virus ha cominciato quindi a diffonnese dalle classi piu' agiate ma anche non tanto affollate a quelle ben piu' numerose dei poveri cristi. Sfruttando l'evoluzione tecnologica, er fredifrago batterio ha ben presto preso il controllo della situazione adattandosi perfettamente all'ambiente circostante, dal palmare al blackberry all'i-phone.
La migrazione dalla patria degli Obama a quella dei Bergonzi, al grido di Yes We Can, e' stata un attimo. E cosi' il fenomeno Social Network e' sbarcato rapidamente in tutti gli angoli del mondo, e non poteva certo non installare un bel ceppo de quelli tosti all'interno del Belpaese, che con il suo clima mediterraneo ha favorito il dilagare dell'epidemia.
Er piu' cazzuto dei virus SN e' senza dubbio er famosissimo, direi famiggerato FaceBook, che de seguito rinomineremo FB per semplicita' e pure perche' solo a scrivelo me vengono fori tutti l'effetti collaterali possibbili e immagginabbili, dall'eczema alla balbuzzie....
FB e' arivato in Italia come clandestino. Ce stanno leggende che raccontano anche fantomatiche nottate passate ar centro profughi de Lampedusa, ma nun ce stanno prove documentali de un siffatto passaggio. Sta de fatto che a un certo punto sto FB s'e' ritrovato libbero de circola' e de attecchi' in maniera trasversale su tutte le fasce sociali e socialiste della Nazione.
Li primi a esse colpiti so' stati ovviamente li smanettoni der picci', li maniaci dei giochi multiplayer e i fanatici de le faccine su Messenger. Sti soggetti, gia' debbilitati da lunghe nottate a conquista' territori nemici su Travian, a combatte li mostri su World Of Warcraft o a bombarda' strane citta' a quadrettini su Netropolis, so' stati inevittabbilmente coinvolti e infettati dai loro corrispondenti dai quattro angoli del globo e convinti a unisse al loro gruppo su FB.
Quattro dati in croce, e er gioco era fatto: senza manco sape' come, er virus e' entrato come ospite dormiente ner corpo de sti giocherelloni. Portatori sani der virusse, i soggetti hanno incominciato a curiosa' e hanno subbito er fascino de Pokes, la maggia dei Gifts, l'esilarante crescita dei morsi de vampiri, dei drinks virtuali, dei parcheggi abbusivi; hanno trovato guerre de bande, l'immancabbile poker, li sondaggi, quanto sei bello, che amante sei, trombi a destra o a sinistra? che nummero sei, che canzone de Vasco me rappresenti...
In breve er virusse ha preso possesso der lato debbole umano piu' diffuso: la vanagloria. A forza de vede che ciai 150 de intelligenza (ma quarche dubbio te dovrebbe veni'), che se fossi un calciatore saresti Pele', che trombi come Rocco Siffredi e che in due settimane te sei comprato un angoletto vicino ai cessi della stazione in guerra de bande, t'e' venuto voja de invita' pure li cuggini, li parenti, i vecchi amici, pe faje vede quanto sei figo 30 anni dopo.
Er virus s'e' attivato all'improvviso e in maniera sincrona: tutti insieme a carica' le foto, a invita' li contatti, a manna' baci e abbracci diggitali... e a un certo punto, chi ancora non era stato infettato, s'e' ritrovato circondato da dementi che prima je mannaveno un messaggino, e adesso, tutto d'un botto, je dicono che je lasceno un messaggio su FB.
Ma chi e' er tipico soggetto affetto dar virusse, come se riconosce?
L'individuo affetto dar virus, e' indifferentemente de genere maschile o femminile, ma er comportamento che ne deriva dall'infezione e' sostanzialmente diverso.
Er malato de sesso maschile se po' defini' SNA-turato: SNA e' l'acronimo de Social Networking Addict (maniaco de FB, in sostanza), turato invece e' piu' prosaico vernacolo romano e sta per uno che se tappa in casa o in ufficio e se collega a FB come unica raggione de vita.
Lo SNA-turato infatti ha messo FB come home page del proprio computer, e ha la tendenza a nun distaccassene mai. La malattia lo porta a collegarsi ad FB praticamente 24ore su 24, durante le quali i soggetto declama sulla propria bacheca tutte le fasi della sua grama esistenza, senza tralasciare i particolari piu' scabrosi tipo "Ho la diarrea" "Mi lavo i piedi e mangio un boccone" e "Un bacino a tutti i miei amici di FB!!! Vi voglio bene, stamattina!"
Il soggetto e' convinto di essere l'unico a saper cercare i video su YouTube, e si pecca di linkarne 120 al giorno per farti ascoltare e vedere pezzi rarissimi tipo "In the name of Love" degli U2 o "Ape Maia".
Spesso declama frasi senza senso e se le autocommenta, e controlla in continuazione se ha ricevuto commenti alla sua ultima stronzata autocommentata.
Quando il soggetto in questione arriva a declamare sulla sua bacheca che sta partendo per le Mauritius ma "Let's Keep In Touch, they've a Wi-fi Connection on the beach!", allora si capisce subito che la malattia ha degenerato; in questi casi, il suggerimento sarebbe quello di rimuoverlo dagli amici, perche' rischiate di farvi raccontare i dettagli degli attacchi di "Vendetta di Montezuma" che sicuramente lo affliggeranno per tutta la sua permanenza all'estero, costringendolo tra l'altro alla immobilita' assoluta e quindi alla continua presenza su FB.
Er malato de sesso femminile invece ha un comportamento molto piu' determinato e concreto.
Se da un lato espone con imprevista noncuranza il fatto di aver aderito ai gruppi "Io lo faccio con tutti, e tu?" "Fellatio e pregiudizio" "Stanotte ho fatto finta ma oggi pomeriggio che lui lavora faro' sul serio", dall'altro i sintomi iniziali della malattia restituiscono un soggetto di sesso femminile che ricerca le vecchie amichette delle medie per vedere se la cellulite e' democratica o manichea.
Alcune soggette particolarmente a secco di rapporti interpersonali extrafamiliari, vengono colpite dalla necessita' di avere tutti, ma proprio tutti tra i loro contatti, tranne il proprio consorte SNA-turato. La scusa di volersi sentire "non controllate" rinforza ovviamente la certezza, da parte dello SNAturato, che qualcosa da controllare ci sarebbe, ma lo SNAturato tende a sottovalutare le potenzialita' del virus e soprassiede per quieto vivere.
Nel soggetto femminile invece FB assume contorni assai reali: le vecchie amicizie scolastiche, prima irraggiungibili e poi a portata di click, diventano improvvisamente irrinunciabili occasioni di rimpatriate, cene di gruppo, pigiama party, ed altri eventi epocali.
L'effetto ringiovanimento del viruss sui soggetti di sesso femminile e' abbastanza notevole, tanto che le malate terminali tornano a vestire pantaloni di velluto a coste larghe, All Stars e mitica Tolfa, come ai tempi del Liceo.

Non sembrano esistere nemici naturali del viruss; i piu' scettici dichiarano che l'epidemia si estinguera' a breve per collasso, e alcuni di loro si sono subito iscritti a FB per poterlo declamare a tutti, di fatto autoinfettandosi a loro volta.

L'unico rimedio finora testato e funzionante per guarire dall'infezione e' quella di farla esplodere alla sua massima potenza: quando gente che non frequentavate da anni, ricontattata tramite FB e coinvolta in improbabili rimpatriate piene di entusiasmo, vi si presentera' davanti e squadrandovi dall'alto in basso fara' battute sulla panzetta, sulla cellulite, sulla pelata, sulla scarpa muffa o quant'altro, vi ricorderete il motivo per cui avete smesso di frequentarli secoli addietro e il giorno dopo comincerete a rimuovere un po' di gente dal vostro sconfinato gruppo di amici SNAturati.

Avventura numero 39 -- L'annuncio --

Quando Alfredo lesse sulla piccola pubblicita' de "Il Messaggero" l'annuncio, non gli parve assolutamente possibile, schizzo' in piedi dalla poltrona, si infilo' le prime cose che gli capitarono sottomano, comprese un paio di mutande da Museo Pigorini e un paio di calzettoni che alla prova del Carbonio 14 avrebbero fatto gridare al ritrovamento miracoloso, tipo rovine di Troia, per intendersi...

Era una bella giornata di sole, e nonostante fosse inverno ormai avanzato, Alfredo non esito' a balzare in sella al vespone carta da zucchero, residuato dei tempi del liceo, e a precipitarsi a tutta velocita' (se 50 all'ora in discesa sputacchiando poteva definirsi tale) verso lo stadio Olimpico.

Mancava ormai poco all'inizio del big match di campionato, e intorno alla "palla" era gia' un via vai di bancarellari, bagarini, ragazzotti in bomber e cori di ordinanza, celerini in tenuta antisommossa e tutta la varia umanita' che si puo' incontrare intorno ad uno stadio prima di una partita.

Il vespone ebbe il buon gusto di esalare quello che pareva davvero l'ultimo respiro proprio davanti all'ISEF, tanto che Alfredo non si curo' nemmeno di assicurarlo con la catena, e appoggiatolo con somma cura contro una Smart4U (il cavalletto era scomparso anni prima dal suo alloggio naturale, e non era mai stato rimpiazzato), si precipito' verso la Curva Sud.
Giunto in prossimita' delle biglietterie, estrasse dalla tasca posteriore il quotidiano e rilesse con cura l'annuncio: " E' domenica? Non hai il biglietto della partita? No problema, vieni allo stadio e entri anche da dietro, comodo e senza fretta.." seguito da un numero di cellulare.

Alfredo digito' nervosamente la sequenza, e non appena gli fu risposto, attacco' a mitraglia: "Senta io chiamo pe' l'annuncio anzi so' gia' qui, me raccomando, nun lo dia via che me ce so' scapicollato, nun e' una questione de prezzo, basta che me dice come la riconosco che io arrivo cor sordo in bocca e famo subbito l'affare... "

Una voce femminile dall'altra parte gli rispose rassicurante: " No te preoccupe tessoro che qui c'e posto per tutti, se tu hai soldi non ci e' problema..."

"Si si, io li sordi l'ho portati, certo che si se po' entra' da dietro magari se risparambia quarche cosa, io so' pure atletico si casomai ce dovesse esse da fa' quarche acrobbazzia io so' pronto, me chiameno er funambolo, me chiameno..."

"Ammore, si tu entra da dietro no e' che risparmi ma si sei tosto come dice vedi che entri seguro e te trovi uno bello posticino caldo, accogliente, pulito e poi si sei atletico no e' problema anzi e' anche piu' divertente, allora che fai vieni si?!?"

"E come nun vengo, io gia' so' praticamente venuto, sto' gia' qui allo stadio e so' tutto ansioso de entra', si lei me dice dove se incontramo io arrivo je do' li sordi e me ne vado dopo du' secondi"
La voce dall'altra parte esplose in un risolino e continuo' suadente:"E no ce' mica bisogno che tu scappa io no te fare fretta tu viene qui dietro alla seconda siepe di fronte alla biglietteria H e io essere li con mio camper tu entra pure che te aspetto!"

"Avoja si c'ho fretta, nun vedo l'ora de entra', aspetteme che arivo."

Alfredo chiuse di botto il cellulare, corse verso la biglietteria H, noto' immediatamente la roulotte parcheggiata nei pressi e vi si precipito' letteralmente dentro.
La vista di Gioia, all'anagrafe Ermes, transessuale brasiliano di mezza eta' e dalle tette enormi, gli chiari' immediatamente l'equivoco in cui era caduto per la smania di entrare a vedere la partita, i cui biglietti erano esauriti da settimane. Una rapida occhiata all'orologio, e una ancora piu' rapida alle tette di Gioia/Ermes, gli fece capire che ormai per la partita non c'erano piu' speranze, ma visto che c'era, tanto valeva pagare il biglietto... per entrare da dietro.

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